Chi ha mai avuto un acquario in casa lo sa bene: rilassa la vista, certo, ma la gestione è un impegno costante. I pesci robot nati dalla mente di due maker provano a risolvere proprio questo problema, offrendo lo stesso fascino di una vasca tradizionale senza tutte le seccature di pulizia, manutenzione e cura degli animali. Bisogna tenere pulito il vetro, controllare che tutto funzioni, occuparsi dei pesci e fare quelle manutenzioni periodiche che rendono l’hobby adatto solo a chi ci mette davvero passione.
E allora, dato che la tecnologia va avanti, qualcuno ha pensato bene di ribaltare il concetto. Filip e Peter, i due volti dietro il canale YouTube CPSdrone, hanno scelto un approccio piuttosto lungimirante. L’idea di partenza era semplice sulla carta ma quasi mai tentata prima: e se al posto dei pesci veri ci fossero piccoli sottomarini robotici a forma di pesce, capaci di muoversi nell’acqua e di tornare da soli alla base per ricaricarsi? Detto, fatto. E va detto subito che il risultato ha davvero dell’incredibile.
Come funzionano i pesci robot e la ricarica automatica
Il cuore del progetto è un Arduino Pro Mini, che riceve i comandi tramite un collegamento wireless a bassa frequenza. Una scelta rivelatasi azzeccata, perché funziona bene anche nella profondità dell’acquario. Per il movimento, invece, ci sono quattro micro motori a spazzole: due servono ad avanzare e sterzare, gli altri due regolano la profondità. Nulla di improvvisato insomma.
Per costruire gli scafi i due hanno lavorato sulla progettazione con OnShape e su una stampante 3D a resina, la Formlabs Form 4, preferita a quella a filamento perché più adatta a creare superfici lisce e impermeabili. Nei punti più delicati, come le uscite dei cavi, è stata usata della resina UV per sigillare tutto e tenere l’acqua fuori.
La parte più curiosa riguarda la ricarica induttiva. Per evitare di dover aprire lo scafo ogni volta, è stata realizzata una docking station subacquea. Qui entrano in gioco degli elettromagneti che aiutano i pesci robot ad allinearsi come si deve, per poi rilasciarli una volta che la batteria è carica. Un dettaglio che racconta bene la cura messa in ogni fase.
Il sistema di navigazione autonoma
L’intelligenza vera e propria, però, resta fuori dalla vasca. C’è un Raspberry Pi con una videocamera che segue i marcatori ArUco montati sui robot e ne calcola posizione e orientamento. In questo modo i piccoli pesci riescono a nuotare, a raggiungere punti prestabiliti e persino a rincorrersi tra loro in totale autonomia. Il tutto senza alcun intervento umano una volta avviato il sistema.
Il risultato finale è un acquario robotico che funziona da solo e offre un appeal molto simile a quello di uno vero. Per chi fosse curioso di vedere all’opera questi pesci artificiali, il video con tutta la realizzazione è stato caricato sul canale YouTube ufficiale dei due maker.