L’Italia è uno dei Paesi più digitalizzati d’Europa per accesso ai dispositivi: il 93% della popolazione possiede uno smartphone, l’82% un PC o laptop e l’80% una Smart TV. Eppure questa diffusione tecnologica non si traduce in un utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale integrata in quei dispositivi. È il paradosso centrale del Samsung Trend Radar 2026, realizzato in collaborazione con Toluna, che fotografa un gap strutturale tra la disponibilità della tecnologia e la sua adozione reale nella vita quotidiana degli italiani.
Il dato più significativo: il 42% degli italiani dichiara di utilizzare poco o per nulla strumenti di intelligenza artificiale, il 23% non li usa affatto, il 19% li usa raramente. Solo il 35% li integra con frequenza nella propria routine. Un divario che non dipende dalla disponibilità tecnologica ma da un problema di consapevolezza e percezione.
L’AI ridotta ai chatbot: una visione ancora limitata
Quando si chiede agli italiani cosa sia l’intelligenza artificiale, oltre la metà, il 56%, pensa immediatamente ai chatbot che rispondono alle domande. Seguono gli assistenti vocali (47%) e gli strumenti di traduzione (44%). Una percezione fortemente semplificata che associa l’AI a funzioni immediate e puntuali, anziché a un sistema integrato capace di trasformare l’esperienza tecnologica complessiva.
Solo circa un terzo degli italiani collega l’intelligenza artificiale alla casa connessa (34%) o agli elettrodomestici intelligenti (33%): un dato che rivela una disconnessione profonda tra AI e i dispositivi di uso quotidiano, molti dei quali la integrano già da anni senza che gli utenti lo percepiscano chiaramente.
Ecosistema connesso: diffuso ma non compreso
La diffusione dei dispositivi non si traduce in una comprensione del loro valore come sistema integrato. Solo il 15% degli italiani riconosce l’integrazione tra dispositivi come un reale vantaggio dell’AI, una percentuale che segnala quanto il potenziale dell’ecosistema connesso sia ancora sottoesplorato. Nella casa connessa il gap è ancora più evidente: solo il 22% di chi possiede elettrodomestici intelligenti dichiara di affidarsi completamente alle funzionalità AI adattive, lasciando inutilizzata gran parte delle capacità installate. Al contempo, emergono segnali di apertura: il 71% degli italiani riconosce nell’AI uno strumento utile per risparmiare tempo e migliorare la vita quotidiana, e la stessa percentuale esprime il desiderio di comprenderne meglio il funzionamento. Il problema non è l’interesse, ma la distanza tra interesse e adozione concreta.
Le soluzioni Samsung nell’ecosistema AI
In questo scenario, Samsung presenta il proprio portafoglio AI come risposta al gap di consapevolezza. Nel segmento Audio Video, le nuove TV dalle serie Micro RGB alla gamma Neo QLED, passando per i modelli OLED e la famiglia Mini LED, integrano funzionalità AI per l’ottimizzazione automatica di immagini e suono con Vision AI Companion. Nel segmento Home Appliances, la nuova Bespoke AI Serie 90 lavastoviglie rileva automaticamente il livello di sporco adattando consumo d’acqua, temperatura e durata del ciclo con la funzione AI Wash, mentre AI Energy Mode ottimizza i consumi energetici. Nel segmento Mobile, la serie Galaxy S26 porta funzionalità Galaxy AI sempre più proattive con Now Nudge e Now Brief per suggerimenti contestuali in tempo reale, Cerchia e Cerca avanzato e integrazione con agenti AI come Gemini e Perplexity.



