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Samsung Galaxy XCover Scan: spunta su Geekbench con lettore RFID

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Un nuovo Galaxy XCover potrebbe essere in arrivo e stavolta il punto di forza non sarebbe soltanto la resistenza agli urti. Il 19 ottobre 2026 è comparso su Geekbench un dispositivo Samsung con sigla SM G778B che monterebbe il processore Qualcomm Dragonwing Q6690, un chip capace di portare la lettura RFID direttamente all’interno dello smartphone. A dare ulteriore peso all’ipotesi c’è anche un marchio registrato da Samsung per il nome Galaxy XCover Scan, che lascia pochi dubbi sulla direzione intrapresa dal produttore coreano.

Chi conosce la gamma sa bene che i telefoni rugged di Samsung non sono mai stati pensati per stupire con fotocamere raffinate o profili sottilissimi. Il loro compito è un altro, cioè sopravvivere a cantieri, magazzini e cadute tutt’altro che delicate. Lo ha dimostrato lo scorso anno la famiglia XCover 7 con batteria rimovibile e sette anni di aggiornamenti software garantiti. Il nuovo modello sembra proseguire sulla stessa strada aggiungendo però una caratteristica piuttosto rara per un cellulare, ovvero la possibilità di leggere etichette RFID senza alcun accessorio esterno.

Un lettore RFID integrato nel processore

Il cuore della novità è proprio il Dragonwing Q6690, annunciato da Qualcomm il 26 agosto 2025 e presentato come il primo chip per dispositivi mobili aziendali dotato di un lettore UHF RFID incorporato. In pratica il telefono può identificare e tracciare oggetti muniti di tag a radiofrequenza, la stessa tecnologia che negozi, magazzini e aziende di logistica utilizzano ogni giorno per gestire l’inventario. La differenza rispetto ai classici codici a barre è sostanziale. Questi ultimi vanno letti uno alla volta puntando il lettore sull’etichetta, mentre i tag RFID possono essere rilevati a distanza e così un addetto riesce a scansionare più prodotti contemporaneamente senza doverli prendere in mano uno per uno.

Sul piano della connettività la piattaforma non si fa mancare nulla, con supporto a 5G, WiFi 7, Bluetooth 6.0 e UWB. Qualcomm la descrive con una CPU a otto core e prestazioni di intelligenza artificiale sul dispositivo fino a 6 TOPS. Il chip integra la funzione RAIN RFID e introduce dei pacchetti di funzionalità configurabili via software, grazie ai quali i produttori possono scegliere caratteristiche e periferiche senza riprogettare l’hardware sfruttando gli aggiornamenti over the air. Tra le aziende che lo hanno già adottato figurano Zebra, Honeywell, Urovo, HMD Secure e CipherLab.

Dal benchmark emerge anche il resto della scheda tecnica. Si parla di 8 GB di RAM, Android 16 con One UI 8.5, una GPU Adreno 810 e firmware G778BXXU0AZJ1. I punteggi registrati sono 1.069 in single core e 3.142 in multi core, valori da strumento di lavoro più che da smartphone per videogiocatori e del tutto coerenti con un prodotto destinato a chi gestisce scorte e attrezzature.

Diversi indizi ma nessuna conferma ufficiale

Il marchio depositato da Samsung a settembre per il nome Galaxy XCover Scan rende la pista piuttosto credibile. Non si tratta comunque di una prova definitiva che il telefono verrà commercializzato con questa denominazione né che il lettore RFID sarà effettivamente attivo, anche se il nome scelto va nella stessa direzione del processore e della tipologia di dispositivo.

Esiste poi un avvistamento precedente. La sigla SM G778B era già apparsa nel database GSMA con il nome provvisorio Galaxy XCover FR, che suggeriva una scocca rinforzata pensata per ambienti particolarmente ostili e per gli standard più elevati di resistenza ad acqua e polvere. Nessuna delle due tracce però conferma con certezza un legame diretto con il modello comparso su Geekbench. Allo stesso modo le capacità RFID integrate nel chip non garantiscono che Samsung decida di abilitarle sul prodotto finale.

Fonte: TecnoAndroid

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