Gaia è il nome in codice del progetto con cui Samsung punta a entrare nel mercato dei processori per PC AI, e a quanto pare l’azienda coreana fa sul serio. L’indiscrezione arriva da Ice Universe, lo stesso leaker che nei giorni scorsi aveva anticipato alcuni dettagli sul Galaxy Z Fold8. Il momento, per Samsung, non potrebbe essere migliore. Il valore delle sue azioni è cresciuto di sei volte nel giro di un anno, anche se nel breve periodo ha subito una flessione, spinto soprattutto dal business delle memorie che permette al gruppo di trarre vantaggio dall’attuale situazione di crisi del settore.
Con questa forza economica alle spalle, insomma, ci sono tutte le condizioni per provare a giocare una partita nuova. E il terreno scelto è proprio quello dei processori per PC, con un System-on-Chip pensato appositamente per le macchine che sfruttano l’intelligenza artificiale.
Cosa sappiamo del SoC Gaia per i PC AI
Secondo quanto riferito dalla testata sudcoreana News1, dietro lo sviluppo ci sarebbe la divisione System LSI di Samsung. Il componente verrebbe realizzato con un processo produttivo a 4 nm, una soglia che indica chiaramente l’intenzione di puntare su efficienza e prestazioni di livello. La cosa interessante è che questo chip non sarebbe destinato solo ai computer. L’idea è di coprire due fronti allo stesso tempo. Da un lato i PC AI, cioè i portatili e i desktop capaci di eseguire operazioni di intelligenza artificiale in locale. Dall’altro il mondo della robotica e dell’automazione, quello che viene definito Physical AI.
Il progetto, stando alle informazioni trapelate, sarebbe già in una fase piuttosto avanzata. Alcuni prototipi dell’unità sarebbero stati distribuiti alle aziende del settore per le necessarie procedure di validazione. Un passaggio che di solito precede di poco l’arrivo sul mercato vero e proprio.
Architettura ARM e consumi ridotti al centro del progetto
Se il calendario verrà rispettato, la produzione di massa dovrebbe partire entro il prossimo anno. I dettagli che circolano parlano di un SoC costruito su architettura ARM, con un profilo di consumi molto contenuto rispetto alla potenza che riesce a offrire. In pratica, tanta resa senza svuotare la batteria, che è esattamente quello che serve a un portatile moderno.
C’è poi un altro elemento che merita attenzione. La struttura interna del chip sarebbe stata pensata e ottimizzata per lavorare a stretto contatto con la Neural Processing Unit, il cuore che gestisce tutte le operazioni legate all’intelligenza artificiale. Un’accoppiata che, sulla carta, sembra fatta apposta per i laptop di nuova generazione, dove l’AI non è più un accessorio ma una parte integrante dell’esperienza d’uso.