Samsung si ritrova di nuovo sotto i riflettori, e stavolta non per un nuovo smartphone o per qualche annuncio scintillante. Il motivo è ben più scomodo: la mancata applicazione della propria garanzia su un SSD 990 Pro da 4 TB, finita al centro di uno scontro che rischia di trasformarsi in causa legale. A muovere le acque è Louis Rossmann, youtuber e attivista per i diritti dei consumatori, deciso a trascinare l’azienda coreana davanti a un tribunale qualora non rispetti gli impegni presi al momento dell’acquisto.
Un SSD riparato che continua a fare i capricci
La storia parte da un guasto. Rossmann racconta di aver sempre usato il suo 990 Pro con dissipatore e doppia ventola da 80 mm, e di averlo comprato meno di due anni fa da BestBuy a EUR 286, circa 300 euro. Quel prezzo, lo anticipiamo, diventerà il nodo di tutta la vicenda.
Dopo aver contattato l’assistenza, gli viene confermato che il problema riguarda un fallimento della memoria: l’unità restava visibile al sistema operativo, ma non rispondeva nemmeno ai tool SMART. Spedisce l’SSD per la riparazione e lo riceve indietro abbastanza in fretta, con tanto di rassicurazione: i tecnici avevano ripristinato il controller, caricato un nuovo firmware e superato gli stress test necessari per certificarlo come perfettamente funzionante.
Peccato che funzionante non fosse. Bastano pochi minuti di utilizzo per vedere la velocità di scrittura precipitare a 40-60 MB/s, con lo stesso comportamento anomalo di prima. A quel punto Rossmann si rivolge di nuovo a Samsung, ed è qui che iniziano i veri grattacapi.
La clausola che si ritorce contro Samsung
Alla seconda richiesta, l’azienda risponde che potrebbe riaprire il ticket, ma che la scarsa disponibilità di memorie legata alla crisi dei chip rende impossibile sostituire l’unità con una equivalente. La soluzione proposta è un rimborso. E qui casca l’asino: i EUR 286 restituiti coprono a malapena un terzo del prezzo che oggi un 990 Pro da 4 TB raggiunge sul mercato, ovvero circa EUR 823, vale a dire intorno agli 870 euro. Con quella cifra, comprarne uno nuovo è semplicemente impossibile.
C’è chi penserà che il rimborso proposto sia comunque corretto. Ma a smentirlo sono gli stessi termini di garanzia scritti da Samsung, che parlano chiaro: se non è in grado di riparare l’unità, il rimborso deve avvenire “in base al valore di mercato attuale al momento della richiesta di assistenza”. Una clausola che in passato giocava a favore dell’azienda, dato che il prezzo degli SSD tende a scendere col tempo. Ora che la situazione si è ribaltata, sembra venga ignorata con una certa comodità.
Rossmann ha messo le cose in chiaro: concede a Samsung 60 giorni per arrivare a un rimborso al prezzo di mercato oppure alla sostituzione con hardware equivalente. Se nulla di tutto questo dovesse concretizzarsi, è pronto a portare l’azienda davanti a una corte del Texas. Il conto alla rovescia è iniziato, e l’esito di questa partita potrebbe avere un peso ben oltre il singolo caso.
