Il registro delle linee mobili in Messico sta entrando nella sua fase più calda, e i cittadini hanno cominciato a muoversi sul serio. Il tempo stringe, mancano poche settimane alla scadenza, e il timore di perdere il proprio numero ha spinto milioni di persone a mettersi finalmente in regola. Eppure, nonostante l’accelerazione delle ultime giornate, il ritmo potrebbe non bastare.
La diffidenza resta alta. Al di là di chi custodisce i dati e di come lo fa (responsabilità che ricade sugli operatori telefonici), c’è un dettaglio che alimenta i dubbi: è esploso un mercato nero di schede già registrate con i dati di terze persone. Una situazione che non aiuta a placare le preoccupazioni di una popolazione già scettica, e che ora corre per arrivare in tempo e salvare le proprie linee.
Messico: numeri che salgono, ma non abbastanza in fretta
I dati raccolti raccontano una crescita costante. Stando agli ultimi report della CRT, all’8 maggio risultavano registrate 28,3 milioni di linee. L’11 giorni dopo, il 19 maggio, la cifra era salita a 49,5 milioni. E l’aggiornamento del 5 giugno parlava di 56,8 milioni di linee già in regola con i requisiti normativi. Il problema? In Messico le linee attive sono 144,5 milioni. Manca insomma più della metà.
La CRT, dal canto suo, si mostra ottimista. Parla di una crescita giornaliera delle registrazioni del 15% rispetto al mese di aprile, un’accelerazione che lascia ben sperare. Ma i conti, alla mano, restano complicati: per centrare gli obiettivi servirebbe registrare milioni di linee al giorno, ogni giorno, fino alla scadenza.
Il precedente spagnolo e la scadenza che non si tocca
C’è una verità antica come l’umanità: tendiamo tutti a rimandare a domani quello che potremmo fare oggi. La Spagna ne sa qualcosa. Nel 2009, quando venne realizzato un censimento della telefonia, si formarono code enormi durante l’ultimo fine settimana utile. A sole 72 ore dalla chiusura, restavano ancora tre milioni di linee anonime da sistemare.
In Messico la situazione rischia di ricalcare quel copione, anche se stavolta c’è un vantaggio non da poco. Oltre alla registrazione di persona, è ammessa anche quella per via telematica, con tanto di verifica dell’identità. Una possibilità che semplifica la vita soprattutto a chi vive lontano dai grandi centri urbani.
La CRT ha però messo le cose in chiaro più di una volta: non ci saranno proroghe di alcun tipo. Dal 1 luglio resteranno sospese tutte le linee che non risulteranno effettivamente collegate ai dati personali dei titolari. Chi non si mette in regola entro il 30 giugno rischia concretamente di vedere il proprio numero finire nel limbo.