La ruota di scorta è sparita dai bagagliai e la cosa, a dirla tutta, non è piaciuta a tutti. Eppure i costruttori hanno le loro ragioni, anche se una fetta importante di automobilisti continua a storcere il naso. Per anni quel cerchio con la gomma montata è stato una certezza, una specie di assicurazione silenziosa nascosta sotto il pianale del bagagliaio. Oggi, invece, al suo posto si trova quasi sempre un kit di emergenza con compressore e liquido sigillante. Roba che funziona, per carità, ma che non trasmette la stessa tranquillità.
Tre ragioni dietro la scomparsa della ruota di scorta
I motivi per cui la ruota di scorta è stata progressivamente eliminata dalle dotazioni di serie sono essenzialmente tre, e hanno tutti a che fare con l’evoluzione dell’industria automobilistica.
Il primo è il peso. Una ruota completa, con cerchio e pneumatico, pesa tra i 15 e i 20 kg. Può sembrare poco, ma in un contesto normativo europeo dove ogni grammo di emissioni di CO2 viene monitorato con il cronometro, togliere quel peso significa avvicinarsi ai limiti imposti dai regolamenti. Per i costruttori è un vantaggio concreto, misurabile.
Il secondo riguarda lo spazio. Le auto moderne sono piene zeppe di componenti che vent’anni fa semplicemente non esistevano: centraline elettroniche, sensori per i sistemi di sicurezza avanzati, e soprattutto le batterie dei modelli ibridi e full electric. Tutto questo occupa volume. Recuperare il vano dove un tempo si trovava la ruota di scorta permette ai progettisti di guadagnare centimetri preziosi nel bagagliaio oppure di integrare meglio queste tecnologie senza dover ingrandire la carrozzeria.
Il terzo motivo ha a che fare con gli pneumatici run flat, progettati per continuare a rotolare anche dopo una foratura, almeno per qualche decina di chilometri. Abbastanza da raggiungere un’officina senza restare fermi sul ciglio della strada. A questo si aggiunge la diffusione dei kit sigillanti, che molte case automobilistiche forniscono di serie o come optional al posto della ruota tradizionale.
Una scelta che non convince tutti gli automobilisti
Su alcuni modelli la ruota di scorta resta comunque disponibile, ma come optional a pagamento. La sua presenza nella dotazione standard è diventata un’eccezione, non più la regola. E questo è un punto che crea attrito.
Molti automobilisti italiani non si fidano del kit di emergenza. Lo percepiscono come una soluzione parziale, buona forse in città ma molto meno rassicurante su una strada extraurbana dove il centro assistenza più vicino potrebbe trovarsi a parecchi chilometri di distanza. Chi guida spesso fuori dai grandi centri urbani sa bene che una foratura nel posto sbagliato può trasformarsi in un problema serio, soprattutto di notte o in zone poco coperte dal soccorso stradale.
