Un piccolo robot dentale potrebbe presto cambiare il modo in cui vengono applicate le corone dentali, riducendo il numero di visite necessarie ogni volta che si scopre una carie. Il progetto arriva dall’Università di Basilea, in Svizzera, dove un gruppo di ricercatori sta mettendo a punto un dispositivo minuscolo, pensato per stare dentro la bocca del paziente e occuparsi della fresatura del dente.
Il nome tecnico è MIR, sigla che sta per Miniature Intraoral Robot. Un nome un po’ freddo per qualcosa che, se funzionerà come promesso, potrebbe rendere molto meno noiosa la trafila dal dentista. Le dimensioni ridotte sono la cosa che salta subito all’occhio, perché permettono al robot di infilarsi comodamente nella cavità orale senza ingombri.
Come funziona il robot dentale MIR
L’idea di fondo è velocizzare tutto il processo di applicazione di una nuova corona dentale quando spunta fuori una carie. Oggi la faccenda richiede parecchia pazienza. Un paziente con una carie deve tornare più volte dal dentista per preparare il dente, e nel frattempo gli viene montata una corona provvisoria in attesa di quella definitiva. Con il MIR il discorso cambia parecchio. Il dentista potrebbe scansionare la bocca del paziente e ordinare la corona già durante il primo appuntamento, tagliando così il numero di visite.
I componenti più grossi, come il motore e i comandi, restano fuori dalla bocca e sono collegati al robot tramite cavi e un albero di trasmissione. Il meccanismo ricorda un po’ quello delle automobili, dove il movimento passa dal motore alle ruote. In questo caso la forza arriva dall’esterno fino allo strumento che lavora sul dente.
Un robot che si aggancia ai denti
Il robot viene fissato a una placca dentale realizzata su misura, che si aggancia direttamente ai denti del paziente. Questo dettaglio è più importante di quanto sembri. Se il paziente muove la testa, il robot si sposta insieme a lui, mantenendo sempre la posizione corretta rispetto al dente da trattare. Niente scatti o errori improvvisi dovuti a un movimento involontario.
Per ora il dispositivo è stato provato solo su denti finti in ceramica, dentro una bocca artificiale. Non è ancora pronto per essere usato su una persona vera, e il team lo sa bene. I ricercatori hanno in programma di aggiungere sensori e una telecamera, così il robot potrà tenere sotto controllo la propria posizione in ogni momento. L’obiettivo è farlo restare stabile anche in una situazione delicata come un’improvvisa mancanza di corrente, evitando qualsiasi rischio per il paziente.
Il progetto è ancora in fase di sviluppo, ma la direzione è chiara. Trasformare più appuntamenti in uno solo, con un piccolo robot che lavora dritto sul dente mentre il grosso della macchina resta fuori dalla bocca.