Le piccole elettriche stanno diventando la scommessa più intelligente di Renault, e a dirlo è direttamente chi guida l’azienda. Per anni il racconto dominante nel mondo dell’auto è stato uno solo: guadagnare con le citycar a batteria era praticamente impossibile, colpa dei costi altissimi delle batterie e di una concorrenza sempre più agguerrita. Adesso però qualcosa si è rotto in quel discorso. François Provost, amministratore delegato di Renault, ha messo sul tavolo un dato che parecchi non si aspettavano: la nuova generazione di compatte elettriche del marchio francese rende più delle sorelle più grandi.
Il punto è tutto qui. Secondo quanto raccontato da Provost al quotidiano francese Les Echos, oggi Renault 5 E-Tech, Renault 4 E-Tech e la nuova Twingo E-Tech portano a casa margini positivi, e non margini qualsiasi. Parliamo di profitti più alti rispetto a Megane E-Tech e Scenic E-Tech, cioè auto che appartengono a un segmento storicamente considerato più ricco. Roba che fino a pochi anni fa sarebbe suonata come una contraddizione in termini.
Perché ora i conti tornano davvero
Il motivo di questo ribaltamento è più concreto di quanto si pensi. La maggiore efficienza produttiva, le economie di scala e soprattutto una progettazione pensata fin dall’inizio per l’elettrico stanno cambiando le regole del gioco. Non si tratta più di prendere un’auto termica e adattarla, ma di costruire qualcosa da zero attorno alla batteria. E qui entra in scena la Renault 5 E-Tech, uno dei pilastri di tutta la strategia elettrica della casa francese.
Il modello, che strizza l’occhio all’iconica Renault 5 degli anni Settanta, nasce su una piattaforma dedicata ai veicoli elettrici. Questo permette di tenere sotto controllo i costi industriali e di accorciare i tempi di produzione, due voci che nel bilancio pesano eccome. A rincarare la dose arriveranno Renault 4 E-Tech e la nuova Twingo E-Tech, pensate per portare la mobilità elettrica alla portata di un pubblico sempre più ampio. Nel frattempo il marchio non abbandona i modelli più grandi: la Megane E-Tech è stata rinnovata da poco con una batteria LFP più efficiente, una ricarica più veloce e un sistema infotainment aggiornato.
Un segnale per tutta l’Europa
Le parole del CEO arrivano in un momento tutt’altro che tranquillo per il settore automobilistico europeo. Da una parte la pressione dei costruttori cinesi, dall’altra normative ambientali che diventano ogni anno più stringenti. In questo contesto, l’idea che le citycar elettriche siano un buco nero per i bilanci veniva data quasi per scontata. L’esperienza Renault dice esattamente il contrario: con una progettazione dedicata e una filiera più snella, quel paradigma si può capovolgere.
E le conseguenze potrebbero non fermarsi a Renault. Se questa tendenza si consolida, altri marchi europei potrebbero decidere di puntare seriamente sulle compatte elettriche, invece di inseguire solo SUV e modelli di fascia alta come fatto finora. Il risultato, se confermato nei prossimi anni, sarebbe una specie di doppio guadagno: auto più accessibili per chi le compra e allo stesso tempo più redditizie per chi le produce.