La conservazione dei videogiochi negli Stati Uniti compie un passo concreto grazie al Protect Our Games Act. Una proposta di legge che potrebbe cambiare in modo netto le regole del settore. Il testo ha appena superato il suo primo vero ostacolo lungo il cammino che lo separa dalla trasformazione in legge vera e propria, e per chi segue da vicino il tema della preservazione dei titoli acquistati è una novità tutt’altro che marginale.
Cosa prevede il Protect Our Games Act
L’idea alla base del provvedimento è semplice nelle intenzioni ma pesante nelle conseguenze. I giochi a pagamento dovrebbero restare giocabili anche dopo che i server vengono spenti o il supporto ufficiale cessa. In altre parole, chi spende soldi per un titolo non dovrebbe ritrovarsi con un prodotto inutilizzabile solo perché l’editore decide di chiudere i battenti. È un nodo che da tempo fa discutere appassionati e addetti ai lavori, soprattutto con la diffusione di giochi sempre più legati a connessioni online e a infrastrutture gestite direttamente dalle aziende.
Il Protect Our Games Act si inserisce in un clima già scaldato dalla campagna europea, la Stop Killing Games Initiative, che porta avanti obiettivi molto simili sul fronte della conservazione. Mentre in Europa quel movimento continua a guadagnare terreno verso i suoi traguardi, negli Stati Uniti la partita si gioca a livello statale, partendo dalla California, che spesso fa da apripista quando si tratta di normative destinate poi a fare scuola altrove.
Il voto in California e i prossimi passaggi
Il dato più importante riguarda proprio il voto. La proposta ha ottenuto il via libera della California State Assembly con 43 voti favorevoli e 16 contrari. Un margine piuttosto ampio che dice molto sul sostegno trovato in aula. Adesso il percorso prosegue verso il State Senate, ultimo grande scoglio prima che il testo possa essere scritto definitivamente nella legge.
Tradotto in pratica, la strada è ancora lunga ma la direzione è chiara. Se il provvedimento dovesse superare anche il passaggio al Senato statale, mancherebbe solo l’ultimo atto formale per renderlo effettivo. Un esito che avrebbe ricadute potenzialmente enormi sull’intera industria dei videogiochi, costringendo editori e sviluppatori a ripensare il modo in cui progettano e supportano i loro prodotti nel lungo periodo.
Per ora il quadro resta quello di una proposta che ha appena tagliato il suo primo traguardo significativo. Il prossimo voto, quello del Senato della California, dirà se il Protect Our Games Act avrà davvero la forza per arrivare fino in fondo e diventare un punto di riferimento normativo sulla preservazione dei giochi acquistati.