C’è voluto un intervento di ristrutturazione su un’infrastruttura moderna per riportare alla luce un pezzo di storia rimasto nascosto per secoli. A Solothurn, in Svizzera, gli archeologi hanno finalmente identificato il leggendario ponte romano di cui si parlava da tempo, un ritrovamento che affonda le sue radici, letteralmente, nel fango sotto il fiume. Il tutto è accaduto durante i lavori sul ponte ferroviario Wengi, dove nessuno si aspettava di imbattersi in qualcosa di così antico.
I protagonisti di questa scoperta sono stati alcuni sommozzatori archeologici, impegnati in esplorazioni collegate ai lavori di ristrutturazione della struttura moderna. Mentre setacciavano il terreno sommerso, si sono trovati davanti a una serie di pali lignei sepolti sott’acqua, elementi che a prima vista potevano sembrare poco più che vecchie strutture dimenticate. Le successive analisi hanno raccontato tutta un’altra storia.
Il legno che parla del IV secolo
Le indagini sul materiale ligneo hanno permesso di datare i reperti al IV secolo d.C., collocando quindi il ritrovamento in piena epoca romana. Non si tratta di un dettaglio da poco, perché conferma l’esistenza di un’infrastruttura che per lungo tempo era rimasta più leggenda che certezza. Il fatto che i pali di legno siano sopravvissuti così a lungo, protetti dall’acqua e dal terreno, ha del sorprendente e dice molto sulle tecniche costruttive dell’epoca.
La città di Solothurn aggiunge così un tassello importante alla propria memoria storica. Il ritrovamento del ponte romano non arriva da uno scavo pianificato con anni di preparazione, ma quasi per caso, incastrato dentro un cantiere del tutto contemporaneo. È il genere di episodio che ricorda quanto il passato possa nascondersi sotto i piedi, o in questo caso sotto l’acqua, di luoghi frequentati ogni giorno da migliaia di persone che nemmeno lo immaginano. Il ponte ferroviario Wengi, insomma, si è rivelato ben più di una semplice opera da ristrutturare. Grazie a quei lavori, e all’occhio attento dei sommozzatori, quello che era considerato un ponte leggendario ha ora un fondamento concreto, misurabile, datato con precisione grazie all’analisi del legno recuperato dal fondale.