Una serie di patch destinate al kernel Linux ha acceso i riflettori su un possibile nuovo core Zen 6 Low Power, un componente che secondo diversi addetti ai lavori potrebbe finire dentro la tanto chiacchierata PlayStation portatile. Il dettaglio è emerso dal codice degli aggiornamenti, che introduce una classificazione finora mai vista per le CPU. Non è una conferma ufficiale, ma è il tipo di indizio che fa drizzare le antenne.
Cosa raccontano davvero le patch del kernel
Andando a guardare il codice, salta all’occhio una novità interessante. Viene aggiunta una terza categoria di core, chiamata appunto Low Power, che andrebbe ad affiancare le due tipologie già conosciute, ovvero Performance ed Efficiency. In pratica AMD starebbe preparando il terreno per una struttura più articolata rispetto a quella attuale.
La differenza con l’architettura Zen 5 oggi in circolazione sta proprio qui. Questi nuovi core sarebbero ancora più piccoli e con consumi davvero ridotti all’osso, pensati per gestire in modo efficiente tutti i processi in background. Una soluzione che calza a pennello su un dispositivo handheld, dove ogni milliampere di batteria conta. Tutto lascia pensare che la futura generazione Zen 6 punti su un’efficienza energetica spinta come mai prima.
Va detto chiaramente che non esiste alcun hardware già pronto e confermato. Però il segnale c’è, ed è piuttosto evidente. Quando arrivano patch ufficiali di questo tipo, di solito significa che dietro le quinte qualcosa si sta muovendo sul serio.
L’ipotesi Canis e i piani di Sony
Qui entra in gioco il nome in codice Canis, tirato fuori dai presunti leak di Moore’s Law is Dead. Si parlerebbe di un’architettura AMD progettata appositamente per la PlayStation portatile, con una configurazione divisa in due blocchi. Da una parte due core Zen 6 Low Power dedicati al sistema operativo e ai processi che girano sullo sfondo, dall’altra quattro core Zen 6C riservati al gaming e ai carichi di lavoro più pesanti.
Una suddivisione del genere ha una sua logica. I core piccoli si occupano del lavoro leggero e silenzioso, quelli più muscolosi entrano in scena quando serve potenza vera per far girare i giochi. Il tutto cercando di tenere a bada il consumo, che resta il vero tallone d’Achille di qualsiasi console portatile.
A dare ulteriore peso a queste voci ci sono anche le parole del presidente Hideaki Nishino, che di recente ha spiegato come Sony voglia che le persone possano giocare anche fuori dal salotto. Una frase che in molti hanno letto come un riferimento neanche troppo velato alla volontà dell’azienda di lanciare un handheld capace di andare incontro alle esigenze dei giocatori che vogliono portarsi i titoli ovunque.