C’è un dettaglio curioso in questo momento complicato per l’elettronica di consumo, dove praticamente ogni prodotto costa di più a causa della crisi dei chip di memoria innescata dalla corsa all’intelligenza artificiale. I televisori vanno controcorrente. Non solo i prezzi rimangono stabili, ma questi apparecchi risultano più convenienti che mai, soprattutto se si considera il rapporto tra qualità dell’immagine, dimensioni dello schermo e funzioni avanzate. La domanda sorge spontanea, com’è possibile una cosa del genere. La risposta è semplice e un po’ amara allo stesso tempo, ed è quasi scontata: la pubblicità. Uno di quei casi in cui, come diceva il compianto Steve Jobs, il prodotto sei tu.
A entrare nel merito della faccenda è stata Omdia, che nella sua analisi più recente mette in evidenza come i ricavi legati agli annunci pubblicitari stiano diventando sempre più centrali per chi produce smart TV. Il risultato è una minore dipendenza dai margini ottenuti con la vendita vera e propria dell’hardware. Un tempo il guadagno arrivava quasi solo dallo scaffale, dal momento in cui il cliente portava a casa l’apparecchio. Oggi le cose funzionano diversamente. Molti produttori continuano a incassare anche dopo l’acquisto, grazie agli annunci che compaiono sulle piattaforme integrate nei loro dispositivi.
Come la pubblicità ha cambiato il modello di guadagno
Banner promozionali, contenuti sponsorizzati e suggerimenti commerciali piazzati nelle schermate iniziali sono ormai una fonte di introiti costante e capace di durare nel tempo. A tutto questo si aggiunge un altro tassello, forse quello più delicato: la raccolta dei dati degli utenti. Sapere cosa guardano e come usano il televisore permette di rendere la pubblicità sempre più mirata, alzando di conseguenza il valore commerciale degli spazi venduti agli inserzionisti. Un meccanismo che si autoalimenta, in pratica. Più dati arrivano, più gli annunci diventano preziosi.
Il fenomeno ha preso piede in modo particolarmente marcato negli Stati Uniti, dove alcune aziende hanno costruito il loro successo proprio su questa logica. Roku e Amazon ne sono l’esempio più lampante, avendo venduto dispositivi a prezzi davvero aggressivi contando poi sui ricavi pubblicitari per rientrare e guadagnare. Anche Walmart ha deciso di puntare forte su questa strada, rafforzando la propria posizione con l’acquisizione del marchio Vizio. Un segnale piuttosto chiaro di dove sta andando l’intero settore.