Gli occhiali smart di Meta potrebbero presto integrare una funzione destinata a far discutere parecchio: il riconoscimento facciale. A sollevare la questione è stata un’analisi approfondita del codice dell’app companion ufficiale Meta AI, quella che accompagna gli occhiali e gira sullo smartphone. Tra le righe di quel codice sarebbe spuntata una funzione chiamata NameTag, pensata per identificare le persone partendo da immagini e video catturati direttamente dagli occhiali.
Al momento niente di tutto questo è accessibile agli utenti, e Meta non ha annunciato alcun lancio ufficiale. Però il codice racconta qualcosa di più: lo sviluppo sembrerebbe andare avanti da diversi mesi, segno che non si tratta di un esperimento buttato lì per caso. L’idea di fondo è abbastanza chiara. NameTag dovrebbe essere capace di riconoscere volti già conosciuti dall’utente e segnalarne la presenza attraverso gli occhiali stessi.
Come funzionerebbe il riconoscimento dei volti
Dietro questa funzione, manco a dirlo, c’è l’intelligenza artificiale. E non un solo modello, ma ben tre che lavorano insieme per arrivare al risultato. Il primo si occupa di individuare il volto nell’immagine. Il secondo entra in gioco per correggerlo e allinearlo, ripulendo eventuali imperfezioni. Il terzo, infine, fa il lavoro più delicato: converte il volto in dati biometrici utilizzabili per il riconoscimento vero e proprio.
C’è un dettaglio tecnico che merita attenzione. Visto che gran parte dell’elaborazione avviene nell’app companion, quindi sullo smartphone, la feature potrebbe arrivare semplicemente come aggiornamento software. Niente nuovo hardware da comprare, nessun accessorio dedicato. Basterebbe scaricare la versione aggiornata dell’app e il gioco sarebbe fatto, almeno sulla carta.
La posizione di Meta sulla privacy
I portavoce dell’azienda hanno confermato che la funzione è effettivamente in sviluppo, ma con una precisazione importante: non è stata ancora presa nessuna decisione definitiva sulla sua distribuzione. Insomma, potrebbe anche non vedere mai la luce nelle mani degli utenti.
Nel caso si decidesse di procedere, comunque, Meta assicura che tutto verrebbe gestito con la massima trasparenza. E soprattutto esclude già da ora, in modo piuttosto netto, la creazione di un database centralizzato con i dati biometrici dei volti riconosciuti. La direzione più probabile è che le informazioni necessarie al riconoscimento restino salvate in locale, direttamente sullo smartphone dell’utente, senza finire su server esterni.
Resta il fatto che una funzione del genere, per quanto possa essere comoda in certi contesti, tocca un nervo scoperto. Il riconoscimento facciale applicato a un dispositivo indossabile come gli occhiali smart porta con sé domande non da poco su privacy e consenso delle persone inquadrate. Argomenti su cui, prevedibilmente, si concentreranno buona parte delle discussioni quando e se la feature diventerà realtà.