Tre anni dopo il suo debutto come progetto sperimentale, NotebookLM incassa un pacchetto di aggiornamenti che ne ampliano parecchio le possibilità. Lo strumento nato dal lavoro di Google Labs, quel laboratorio interno al colosso di Mountain View dove prendono forma molte delle soluzioni di intelligenza artificiale dell’azienda, oggi può contare su modelli più potenti e su una serie di funzioni che cambiano il modo in cui si lavora con i documenti.
Partito quasi in sordina, NotebookLM è cresciuto fino a diventare un punto di riferimento per milioni di persone. Lo usano professionisti, ma anche aziende ed enti che si occupano di ricerca e gestione della conoscenza. Il motivo è semplice: aiuta a mettere ordine tra le idee, a scovare collegamenti tra documenti che a occhio nudo sfuggirebbero e, non da poco, a far nascere spunti nuovi.
Cosa porta in dote l’ultimo aggiornamento
La novità più sostanziosa riguarda l’arrivo di Gemini 3.5 e di Antigravity, due tasselli che promettono risposte più accurate e affidabili. Ma il salto vero arriva da un’altra parte. Ogni notebook adesso dispone di un secure cloud computer, una sorta di macchina virtuale protetta che permette al sistema di scrivere ed eseguire codice in autonomia. Tradotto in parole povere: ricerche più profonde e analisi che fino a ieri erano fuori portata, il tutto sostenuto da oltre 100 skill software selezionate che sbloccano una marea di funzioni inedite.
C’è poi il capitolo formati, ed è qui che le cose si fanno interessanti. Gli utenti possono chiedere a NotebookLM di sfornare output in tipologie molto diverse, fornendo anche istruzioni dettagliate per orientare il risultato. Il sistema pesca il contesto dalle fonti caricate e restituisce materiale pronto all’uso, come report in PDF corredati di grafici e tabelle oppure fogli di calcolo dettagliati, tutti scaricabili o modificabili senza complicazioni.
L’elenco dei nuovi formati disponibili è bello lungo: visualizzazioni di dati e grafici in png e svg, documenti in PDF, docx, markdown e file di testo, immagini generate con Nano Banana in png, jpg e gif, dati strutturati in csv e json, fogli Microsoft Excel in xlsx e presentazioni PowerPoint in pptx. Mountain View ha già fatto sapere che altri formati arriveranno più avanti.
Ricerche più immediate e disponibilità
Un altro intervento punta a togliere attrito alla fase iniziale del lavoro. Adesso si può partire anche da idee abbozzate o domande ancora vaghe: sarà il sistema a guidare passo passo nella costruzione di un proprio archivio di fonti, direttamente all’interno della chat. Il tutto con la promessa che il risultato resti ancorato a informazioni attendibili, evitando derive inventate.
Sul fronte distribuzione, gli aggiornamenti stanno arrivando a livello globale sul Web a partire da oggi. I primi a metterci le mani sono gli utenti con Google AI Ultra e i clienti Workspace Business dotati di AI Ultra Access e AI Expanded Access. Google ha confermato l’intenzione di allargare il bacino in un secondo momento, raccogliendo nel frattempo i feedback di chi inizierà a sperimentare subito le nuove funzioni.