Neuromancer è il romanzo che nel 1984 ha ridefinito le regole della fantascienza cyberpunk e ora, dopo quarantadue anni, si prepara al salto sul piccolo schermo. A occuparsi dell’adattamento è Apple TV, che ha scelto di trasformare l’opera di William Gibson in una serie intitolata Neuromancer. Le prime immagini circolate lasciano intravedere un approccio piuttosto preciso, che punta più sull’atmosfera che sull’effetto speciale.
Nel grande calderone della fantascienza il cyberpunk occupa un posto tutto suo, quello popolato da titoli come Blade Runner, Metropolis, Tron o il leggendario Akira. Ma se si cerca il testo che ha messo le fondamenta di questo genere, la strada porta dritta al romanzo di Gibson pubblicato nel 1984. Non un semplice libro, quindi, ma una specie di manifesto che ancora oggi continua a influenzare chi lavora in questo campo.
Un primo sguardo che parla il linguaggio del passato
Il teaser diffuso da Apple TV è tutto fuorché appariscente. Si vede un vecchio televisore a tubo catodico con una manopola sul frontale, mentre sullo schermo scorrono lettere verdi a bassa risoluzione su fondo nero. Ad accompagnare il tutto solo il rumore meccanico dell’apparecchio. Compare la scritta ASHPOOL 1 prima che parta la celebre frase iniziale del romanzo: “Il cielo sopra il porto aveva il colore di uno schermo televisivo sintonizzato su un canale morto”.
La scelta di mantenere questa estetica tecnologica, fatta di televisori CRT, connessioni analogiche e computer di un’altra epoca, dice parecchio. Segnala che Neuromancer non aggiornerà l’universo di Gibson agli standard tecnologici di oggi. Niente lucidi schermi olografici, insomma, ma quel fascino un po’ consumato che ha reso il romanzo un punto di riferimento.
Perché il romanzo di Gibson ha cambiato tutto
Il libro di William Gibson non è considerato solo una delle opere fondanti del cyberpunk, ma anche un vero punto di svolta nel modo di raccontare la fantascienza. Mentre altri autori si concentravano sui limiti del progresso tecnologico, Gibson ha spostato lo sguardo sul rapporto tra le persone e la tecnologia. Ha esplorato come le due cose evolvano insieme e quali conseguenze, sociali e personali, nascano da questo legame.
Quell’impostazione ha lasciato il segno anche in altre saghe del genere, dove la tecnologia avanzata appare invecchiata, usata, ben lontana da un’immagine futuristica impeccabile. Ed è proprio questo contrasto tra innovazione e obsolescenza che Apple TV e i responsabili della serie, Graham Roland e J.D. Dillard, sembrano voler conservare con cura.
La serie sarà composta da una sola stagione di dieci episodi. Nel cast figurano Callum Turner nei panni di Case, Briana Middleton in quelli di Molly e Mark Strong che interpreta Armitage, insieme ad altri interpreti. La data di uscita su Apple TV non è ancora stata annunciata.