La sonda MAVEN della NASA ha smesso di parlare con la Terra, e con lei se ne va una delle pagine più ricche nello studio dell’atmosfera di Marte. In orbita attorno al Pianeta Rosso dal 2014, questo veicolo ha lavorato per oltre 11 anni, raccogliendo dati che hanno cambiato il modo in cui gli scienziati guardano al passato del nostro vicino cosmico. L’ultimo contatto risale al 6 dicembre 2025, e da quel momento il silenzio.
Oltre undici anni di lavoro attorno al Pianeta Rosso
Difficile riassumere in poche righe cosa ha significato MAVEN per la ricerca spaziale. La sigla, per chi non mastica il linguaggio della NASA, sta per una missione pensata fin dall’inizio con un obiettivo preciso: capire come e perché Marte abbia perso buona parte della sua atmosfera nel corso di miliardi di anni. Un pianeta che un tempo, secondo molti studiosi, poteva ospitare acqua liquida in superficie e condizioni ben diverse da quelle gelide e secche di oggi.
La sonda ha orbitato attorno al Pianeta Rosso per più di un decennio, ben oltre la durata prevista all’inizio del progetto. E questo, nel mondo delle missioni spaziali, è già di per sé un piccolo record. I veicoli che vengono spediti così lontano hanno una vita operativa stimata, ma capita che reggano molto più a lungo, continuando a inviare informazioni preziose finché qualcosa non smette di funzionare o finché il carburante non si esaurisce.
L’ultimo segnale e la chiusura ufficiale
Il segnale finale è arrivato, come detto, il 6 dicembre 2025. Da lì in avanti la sonda MAVEN non ha più risposto ai tentativi di contatto. Una situazione che, all’inizio, lascia sempre un margine di speranza: capita che un veicolo entri in una sorta di modalità di sicurezza e poi torni a comunicare. Stavolta, però, le cose sono andate diversamente.
A metà del 2026 l’agenzia spaziale statunitense ha messo nero su bianco la decisione, dichiarando conclusa una delle missioni più longeve mai dedicate allo studio dell’atmosfera marziana. Una missione che lascia in eredità una mole enorme di dati, ancora oggi al centro del lavoro di chi prova a ricostruire la storia climatica di Marte.
Il contributo di questo veicolo è stato tutto concentrato sull’atmosfera marziana, su come si comporta, su come reagisce al vento solare e su quanto materiale viene disperso nello spazio nel corso del tempo. Informazioni che, messe insieme, aiutano a comporre un quadro più completo di come un pianeta possa passare da un ambiente potenzialmente accogliente a quello che osserviamo adesso.
Con il ritiro definitivo di MAVEN si chiude quindi un capitolo importante per l’esplorazione del Pianeta Rosso, durato più di undici anni e segnato da scoperte che hanno lasciato un’impronta solida nella conoscenza scientifica del nostro vicino.