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Un rimedio antico ricavato dalle mummie egizie, a lungo considerato più una stranezza che una vera cura, potrebbe avere davvero un effetto protettivo sulle cellule contro i virus influenzali. Detta così sembra la trama di un romanzo d’avventura ambientato tra sarcofagi e laboratori. Eppure è proprio questo il punto di partenza di una scoperta che merita attenzione. C’è però un dettaglio che cambia parecchio la prospettiva: il principio attivo alla base di questa possibile azione non sarebbe quello che si era sempre immaginato.
La notizia mette insieme due mondi che raramente si incontrano. Da una parte la medicina antica, con le sue preparazioni spesso lontanissime dalla sensibilità moderna. Dall’altra la ricerca sui virus, che oggi lavora con strumenti precisi e metodi rigorosi. Che un preparato ottenuto dalle mummie possa avere qualcosa da dire sull’influenza è già di per sé sorprendente. Il fatto che il merito vada a un ingrediente diverso da quello atteso rende la vicenda ancora più interessante.
Dalle mummie egizie alla protezione delle cellule
Per capire la portata della cosa conviene partire da un aspetto semplice. Si parla di un rimedio medico tramandato dal passato e realizzato proprio a partire dai corpi mummificati dell’antico Egitto. Un’idea che oggi suona quasi macabra ma che apparteneva a pieno titolo alla pratica medica di altre epoche. Ora quel vecchio preparato viene osservato con occhi nuovi e il risultato è che potrebbe offrire una forma di protezione cellulare nei confronti dei virus dell’influenza.
Su un punto è bene essere chiari. Il discorso riguarda le cellule, quindi un livello molto specifico e circoscritto. Non si parla di pazienti guariti né di una nuova terapia pronta all’uso. Anche il verbo scelto per descrivere l’effetto è prudente: il rimedio potrebbe proteggere le cellule. Si tratta insomma di un’indicazione, non di una certezza assoluta. Ed è giusto leggerla così, senza immaginare farmacie piene di polveri ricavate dalle mummie egizie. Resta comunque il fascino di una storia in cui un rimedio antico, guardato a lungo con sospetto, si rivela meno assurdo di quanto si pensasse. Almeno in parte. Perché il motivo per cui funzionerebbe non coincide affatto con le aspettative.
Il vero principio attivo non è quello atteso
È qui che arriva il colpo di scena. Per molto tempo si è dato per scontato che l’eventuale efficacia di questo preparato dipendesse da un certo componente. Invece il principio attivo che sembra avere un ruolo contro i virus influenzali è un altro. In pratica l’effetto ci sarebbe davvero, ma la sua origine andrebbe cercata altrove rispetto a quanto ipotizzato finora.
Questo dettaglio non è affatto secondario. Sapere che cosa agisce davvero all’interno di un preparato significa poterlo studiare meglio, isolarlo e capire come interagisce con le cellule. Ed è anche il modo più concreto per separare ciò che appartiene alla leggenda da ciò che ha un fondamento reale. Nel caso delle mummie egizie la distinzione è particolarmente importante, visto quanto questi reperti siano da sempre circondati da miti e suggestioni.
Fonte: TecnoAndroid


