Il capitolo finale della saga cinematografica di Mononoke ha finalmente un trailer ufficiale, e porta con sé la promessa di chiudere una delle esperienze visive più affascinanti nel mondo dell’anime di terror surrealista. Il terzo film, intitolato Mononoke: The Movie – Chapter 3: The Serpent God, arriverà nei cinema giapponesi il prossimo 29 maggio 2026, segnando la fine di una trilogia che ha saputo ritagliarsi uno spazio del tutto particolare nel genere.
Parliamo chiaro: l’anime come medium ha sempre dato il meglio di sé con l’azione e le commedie romantiche. Il terrore, specie quello con una vena surrealista, ha storicamente faticato di più a trovare il proprio pubblico. Eppure Mononoke ci è riuscito, costruendo nel tempo un’identità che non somiglia a nient’altro. E anche se il nome di Junji Ito viene spesso associato all’anime inquietante, questa franquicia non ha mai avuto la sua partecipazione diretta. Nonostante ciò, la saga ha sviluppato una narrativa oscura e uno stile visivo unico che le appartengono al 100%.
La storia era partita nel lontano 2007 con una serie di 12 episodi prodotta da Toei Animation, che si era conclusa nello stesso anno lasciando però un segno profondo tra gli appassionati. Il ritorno è avvenuto anni dopo sotto forma di trilogia cinematografica: prima con Mononoke: Il fantasma sotto la pioggia, poi con Mononoke II: Le ceneri dell’ira. Ora, il terzo e ultimo capitolo si prepara a tirare le fila di tutto.
La trama di Mononoke: The Serpent God e il legame con i capitoli precedenti
Stando alla sinossi ufficiale, The Serpent God riprende la storia dopo una serie di scontri soprannaturali che sembravano aver riportato la calma nell’Ooku, ovvero gli appartamenti femminili del castello di Edo. Ma la pace dura poco. La morte di Sachiko dopo aver dato alla luce l’erede imperiale innesca una catena di eventi cupi e inquietanti. Quella che inizia come una tragedia personale rivela presto una cospirazione terrificante, dove emozioni come il dolore, la rabbia e il rimorso si trasformano letteralmente in spiriti vendicativi.
È il tipo di narrazione che ha sempre contraddistinto Mononoke: il confine tra il mondo interiore dei personaggi e quello soprannaturale è sottilissimo, quasi inesistente. Le emozioni prendono forma fisica, e il risultato è un racconto che colpisce sia a livello viscerale che intellettuale.
Un’estetica che sembra un acquerello e il riconoscimento ai Crunchyroll Anime Awards
Al di là della trama, quello che rende Mononoke davvero inconfondibile è la sua estetica. Ogni fotogramma sembra più una pittura ad acquerello che un anime convenzionale, con colori che si fondono e linee che vibrano. Questa scelta visiva, unita a un’atmosfera costantemente inquietante, ha portato il secondo film della trilogia a ottenere una nomination come Miglior film dell’anno ai Crunchyroll Anime Awards 2026. Non un traguardo da poco per un prodotto che vive in una nicchia così specifica.
Per quanto riguarda la distribuzione in Europa, ci si aspetta che il film arrivi su Netflix, seguendo lo stesso percorso delle prime due pellicole della trilogia, già disponibili sulla piattaforma.