Microsoft Surface torna sugli scaffali statunitensi con una scelta che farà storcere il naso a parecchi appassionati di tecnologia: laptop e 2 in 1 venduti con appena 8 GB di RAM. Una mossa che ha tutto il sapore della contromisura d’emergenza, pensata per arginare la crisi dei chip di memoria che negli ultimi mesi ha fatto schizzare i prezzi di mezzo settore elettronico. E sì, i dispositivi della linea Surface non sono rimasti certo immuni a questo rincaro generalizzato.
Una scelta dettata dai prezzi che salgono
Da qualche ora sul Microsoft Store americano è possibile mettere nel carrello i modelli precedenti di Surface Pro, quello da 12 pollici con Snapdragon X di prima generazione, e di Surface Laptop da 13 pollici, montato sullo stesso chip, con quegli 8 GB di RAM che ormai suonano davvero anacronistici. Va fatta però una precisazione importante: i modelli più recenti, equipaggiati con Snapdragon X2, non seguono questa strada e continuano a partire da 16 GB.
In Italia, per adesso, non c’è alcun riscontro di una manovra simile. Negli Stati Uniti, almeno, l’operazione serve a riportare i listini sotto la soglia psicologica dei mille dollari. Surface Pro da 12 pollici viene ora proposto a partire da circa 790 euro, mentre Surface Laptop da 13 pollici parte da circa 880 euro. Resta il fatto che con così poca memoria bisogna saper accontentarsi. Per usi davvero leggeri, tipo qualche documento Office, il problema non si pone più di tanto. Ma basta aprire il browser con un bel po’ di schede e la faccenda inizia a complicarsi.
Windows, ARM e qualche accorgimento sotto al cofano
C’è poi un discorso più ampio da fare. Diciamolo francamente: Windows non è esattamente il sistema operativo desktop più ottimizzato sul mercato, né quello con il miglior rapporto tra hardware e prestazioni. E la presenza di chip ARM Qualcomm, che richiedono ancora parecchio lavoro tramite layer di traduzione e compatibilità del codice rispetto al vecchio x86, non rende le cose più semplici.
A Redmond ne sono perfettamente consapevoli. Pare infatti che siano stati introdotti alcuni accorgimenti pensati apposta per ridurre il consumo di memoria del sistema operativo. Tra questi figura la disattivazione di funzionalità ritenute meno essenziali, come per esempio i widget. Piccoli compromessi, insomma, per far quadrare i conti con una dotazione di RAM così risicata e tenere il prezzo finale entro limiti più accettabili per il portafoglio di chi compra.