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Microsoft smonta kit di phishing cinesi: 1 miliardo di messaggi

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Un vasto ecosistema di kit di phishing in lingua cinese è stato smantellato grazie a un’azione coordinata che ha coinvolto Microsoft, Health ISAC, le autorità giapponesi e altri soggetti. Non si tratta di un’operazione qualsiasi, perché i numeri attribuiti a questa infrastruttura sono impressionanti. Nel corso del 2026 gli strumenti finiti nel mirino sarebbero stati usati per inviare oltre 1 miliardo di messaggi a più di 75.000 organizzazioni. Una mole di traffico che dà subito l’idea della portata del fenomeno e del motivo per cui è stato necessario un intervento congiunto tra aziende private, enti di settore e istituzioni pubbliche.

Il dato più interessante riguarda proprio la natura del bersaglio. L’obiettivo non era un singolo gruppo criminale isolato ma un vero e proprio ecosistema, cioè un insieme di strumenti pronti all’uso che permettono di organizzare campagne di truffa online su larga scala. È questo che rende i kit di phishing così pericolosi, dato che abbassano la soglia d’ingresso e consentono anche a chi non ha grandi competenze tecniche di lanciare attacchi in serie.

Un’alleanza tra aziende tecnologiche e istituzioni

A colpire è anche la composizione della squadra che ha portato avanti l’operazione. Da una parte c’è Microsoft, uno dei colossi tecnologici più esposti a questo genere di minacce visto il numero enorme di utenti e aziende che ogni giorno si affidano ai suoi servizi. Dall’altra figura Health ISAC, realtà legata alla condivisione di informazioni sulla sicurezza nel mondo sanitario, un settore che negli ultimi anni è diventato tra i più presi di mira dai criminali informatici.

Accanto a loro compaiono le autorità giapponesi, un elemento che sottolinea la dimensione internazionale del problema. Le campagne di phishing non conoscono confini e un ecosistema capace di raggiungere decine di migliaia di organizzazioni difficilmente può essere affrontato da un solo Paese o da una sola azienda. Proprio per questo l’operazione ha coinvolto anche altri soggetti, a conferma che contro minacce di questa scala la collaborazione tra pubblico e privato diventa quasi obbligata.

Il fatto che si parli di un ecosistema in lingua cinese aggiunge un ulteriore tassello. Indica infatti che gli strumenti erano sviluppati e distribuiti in un contesto linguistico preciso, pur colpendo poi bersagli sparsi in contesti molto diversi tra loro.

Perché i numeri di questa campagna contano

Vale la pena fermarsi un attimo sulle cifre. Superare la soglia di 1 miliardo di messaggi in un solo anno significa disporre di un’infrastruttura in grado di lavorare in modo continuo e massiccio. Ogni singolo messaggio rappresenta un potenziale tentativo di raggiro, un’esca pensata per spingere qualcuno a cliccare su un collegamento o a consegnare dati riservati.

Ancora più significativo è il numero delle realtà prese di mira. Parliamo di oltre 75.000 organizzazioni, una platea vastissima che fa capire quanto questi kit di phishing fossero diffusi e utilizzati. Basta che una minima parte dei destinatari cada nella trappola perché le conseguenze diventino pesanti, sia sul piano economico sia su quello della protezione delle informazioni.

È proprio questa combinazione di volumi enormi e strumenti facilmente replicabili a rendere l’ecosistema smantellato un bersaglio prioritario. Colpire l’infrastruttura alla radice permette infatti di interrompere in un colpo solo una quantità di campagne che sarebbe impossibile fermare una per una.

L’intervento di Microsoft, Health ISAC e delle autorità giapponesi ha quindi preso di mira la rete che alimentava questo flusso di messaggi fraudolenti, utilizzata per raggiungere più di 75.000 organizzazioni nel corso del 2026.

Fonte: TecnoAndroid

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