La Mercedes Baby Classe G non nascerà in Germania. La versione compatta ed elettrica del fuoristrada più iconico della Stella verrà assemblata in Ungheria, precisamente nello stabilimento di Kecskemét, dove la casa di Stoccarda ha già investito parecchio negli ultimi anni. Una scelta che rompe con la tradizione, considerando che la Classe G è sempre stata legata a doppio filo alla produzione austriaca di Graz, dove Magna Steyr costruisce il modello originale da decenni.
Il motivo dietro questa decisione ha a che fare con la piattaforma. La Baby G, o comunque la si voglia chiamare in attesa del nome definitivo, poggerà su una base tecnica completamente diversa rispetto alla sorella maggiore. Non più il telaio a longheroni pensato per l’off road duro e puro, ma un’architettura più moderna e condivisa con altri modelli del gruppo. Ed è proprio questa parentela che spinge Mercedes verso Kecskemét, dove lo stabilimento è già attrezzato per gestire vetture su pianali simili.
Cosa cambia per il fuoristrada più amato della Stella
Chi si aspettava una Classe G in miniatura fedele in tutto e per tutto all’originale dovrà rivedere un po’ le aspettative. Il progetto punta a un pubblico diverso, più cittadino, più attento ai consumi e meno interessato alle capacità estreme in fuoristrada. L’idea è quella di prendere il fascino inconfondibile del fuoristrada tedesco e infilarlo in un formato più gestibile, più accessibile e soprattutto pensato per l’uso quotidiano.
La spinta sarà elettrica, in linea con la strategia che Mercedes sta portando avanti su tutta la gamma. La versione full electric della Classe G tradizionale, la G 580 con tecnologia EQ, ha già dato un assaggio di come possa comportarsi un mezzo del genere senza motore termico. La Baby dovrebbe seguire una filosofia simile, ma con dimensioni e prezzi decisamente più abbordabili rispetto ai numeri quasi da capogiro del modello di serie.
Perché Kecskemét e non Graz
La scelta ungherese non è casuale. Lo stabilimento di Kecskemét è diventato uno dei poli produttivi più importanti per Mercedes in Europa, con investimenti mirati proprio sui modelli di nuova generazione e sulle piattaforme elettriche. Costruire lì la Baby Classe G permette di sfruttare linee già ottimizzate, riducendo i costi e velocizzando i tempi di sviluppo.
Graz, dal canto suo, resta il cuore della produzione della Classe G classica. Quella con il telaio robusto, le porte che si chiudono con quel suono metallico inconfondibile e la capacità di arrampicarsi praticamente ovunque. Due mondi che convivranno, ognuno con il proprio pubblico e la propria filosofia, ma sotto lo stesso nome che negli anni è diventato un simbolo.
Restano ancora da definire diversi dettagli, dal nome ufficiale ai tempi esatti di arrivo sul mercato. Quello che è certo è che la Mercedes vuole allargare la famiglia della Classe G, portando quel design squadrato e riconoscibile verso un pubblico che finora poteva solo sognarla, complici i listini importanti del modello originale.