Vai al contenuto
Offerte

Materia oscura, il bagliore gamma al centro della Via Lattea

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

La caccia alla materia oscura è oggi una delle priorità assolute dell’astrofisica, al punto che chi riuscirà a individuarla con certezza avrà ottime possibilità di guadagnarsi un Nobel. Non è un traguardo da poco. Questa componente sfuggente dell’universo potrebbe essere la chiave per spiegare molti fenomeni che ancora adesso restano irrisolti, e un nuovo possibile indizio arriva proprio dal cuore della Via Lattea, dove qualcosa di insolito brilla da tempo senza una spiegazione definitiva.

La ricerca si muove su un terreno complicato. Gli scienziati inseguono un obiettivo che nessuno ha mai visto e ogni traccia, anche indiretta, diventa preziosa. Per questo un fenomeno osservato nella zona centrale della nostra galassia ha attirato così tanta attenzione nel corso degli anni, perché potrebbe essere collegato proprio a questa ricerca.

Il misterioso bagliore al centro della galassia

Da anni gli astronomi provano a spiegare un eccesso di raggi gamma proveniente dal centro della Via Lattea. In pratica in quella regione si registra più radiazione di quanta ci si aspetterebbe e il motivo non è ancora chiaro. I raggi gamma sono una forma di luce molto energetica, del tutto invisibile ai nostri occhi, e per rilevarli servono strumenti specifici. In questo caso è stato il telescopio spaziale Fermi a registrare l’emissione anomala, mettendo sul tavolo un enigma che da allora continua a stimolare il dibattito tra gli studiosi.

La domanda che ne deriva è semplice soltanto in apparenza. Da dove arriva quel bagliore? Capirne l’origine vorrebbe dire aggiungere un tassello importante alla comprensione della nostra galassia e magari, con un po’ di fortuna, avvicinarsi a uno dei misteri più grandi della fisica moderna. Ed è proprio qui che la questione si fa davvero interessante, perché le strade percorribili portano in direzioni molto diverse tra loro.

Pulsar o materia oscura, le due ipotesi in campo

La prima spiegazione chiama in causa le pulsar, cioè stelle di neutroni che ruotano rapidamente su sé stesse ed emettono radiazione. Secondo questa lettura il surplus di raggi gamma sarebbe il frutto dell’attività di questi oggetti celesti, senza bisogno di scomodare nulla di esotico. Una soluzione più tradizionale, per così dire, che ricondurrebbe il fenomeno a qualcosa di già noto agli astronomi.

L’altra possibilità è decisamente più affascinante e coinvolge direttamente la materia oscura. Se quel segnale fosse davvero legato a lei, si avrebbe finalmente un riscontro osservativo concreto per qualcosa che finora si è manifestato solo in modo indiretto. Sarebbe un passo enorme, perché permetterebbe di passare dalle deduzioni teoriche a un indizio misurabile, proveniente da una zona precisa del cielo e registrato da uno strumento spaziale.

Il problema principale resta sempre lo stesso. La materia oscura non è mai stata osservata direttamente e la sua esistenza viene ricavata dagli effetti che produce. Gli scienziati sanno infatti che la sua gravità influenza il movimento delle galassie, ed è proprio questa influenza a indicare che là fuori c’è qualcosa che ancora sfugge a qualsiasi osservazione diretta.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
130 Condivisioni