La vicenda legata a Marathon ha trovato una sua chiusura, e riguarda una delle figure che ha lavorato al progetto fin dai primi passi. Christopher Barrett, ex creative director del gioco, ha fatto sapere di aver raggiunto un accordo con Bungie e Sony Interactive per mettere fine a una causa legale che aveva avviato nei confronti delle due società. Il punto centrale dell’intesa riguarda il suo nome, che è tornato tra i crediti del titolo come riconoscimento del contributo dato durante la fase iniziale dello sviluppo.
Non si tratta di un dettaglio da poco per chi conosce le dinamiche interne di questi progetti. Vedersi cancellati dai crediti di un lavoro a cui si è dedicato tempo ed energie è qualcosa che pesa, sia sul piano professionale sia su quello personale. E la scelta di Barrett di portare la questione davanti a un tribunale racconta bene quanto la faccenda fosse per lui importante.
Cosa prevede l’intesa tra le parti
I dettagli precisi dell’accordo restano riservati, e questo è un aspetto che va sottolineato. Né Bungie né Sony hanno diffuso cifre, condizioni o altri elementi che possano chiarire fino in fondo i termini della chiusura. L’unica informazione confermata riguarda appunto il reinserimento del nome dell’ex creative director nei crediti di Marathon, un gesto che ha un valore simbolico oltre che pratico.
La decisione delle due società di trovare un punto d’incontro, piuttosto che proseguire lo scontro in aula, suggerisce la volontà di archiviare la vicenda senza ulteriori strascichi. Per Christopher Barrett, dall’altra parte, l’obiettivo del riconoscimento del lavoro svolto sembra essere stato centrato, almeno per quanto è possibile capire dalle informazioni disponibili.
Questa conclusione arriva in un momento in cui Marathon continua a essere seguito con attenzione da chi aspetta di vedere come si evolverà il progetto. La chiusura della causa toglie di mezzo una questione che avrebbe potuto pesare sull’immagine complessiva del titolo e sul percorso che Bungie sta portando avanti insieme a Sony Interactive. Con il nome dell’ex director nuovamente presente nei crediti, uno dei capitoli più delicati legati allo sviluppo del gioco si può considerare chiuso.