macOS 27 sta per arrivare e, stando alle voci che circolano in queste settimane, potrebbe finalmente esaudire due desideri che gli utenti Mac di lunga data inseguono da tempo. Il sistema operativo verrà svelato lunedì alla WWDC, e a quanto pare Apple avrebbe deciso di puntare su due aspetti molto sentiti: la qualità del software e una rifinitura dell’interfaccia. Niente fuochi d’artificio in termini di funzioni, ma un lavoro di pulizia che chi usa il Mac ogni giorno aspettava da parecchio.
Un ritorno allo spirito di Snow Leopard
Chi segue il mondo Apple da abbastanza tempo ricorderà bene Snow Leopard, l’aggiornamento del 2009 che venne presentato quasi con orgoglio come privo di nuove funzioni. La parola d’ordine, all’epoca, era semplice: correggere i bug e migliorare le prestazioni. Qualche novità c’era, certo, ma la lista era cortissima. E proprio a quella filosofia sembra ispirarsi il nuovo macOS 27.
Lo scorso novembre era trapelato che Apple, con iOS 27 e gli aggiornamenti collegati, voleva concentrarsi soprattutto sul migliorare la qualità del software e le prestazioni sotto il cofano. Insomma, aggiornamenti in stile Snow Leopard. Poi, però, sono spuntate parecchie nuove funzioni in arrivo, e quella promessa iniziale aveva iniziato a suonare un po’ vuota.
Il punto è che macOS Tahoe non ha conquistato granché gli utenti Mac più affezionati. Un po’ per i limiti di Liquid Glass, un po’ per i dubbi sulla solidità complessiva del sistema. Ed è qui che entra in gioco la novità più interessante: macOS 27 dovrebbe essere particolarmente vicino allo spirito di Snow Leopard, con miglioramenti pensati apposta per far sentire più veloci i Mac equipaggiati con i chip progettati da Apple.
Apple dovrebbe spingere sulle prestazioni su tutta la linea, ma sembra che per il Mac sia stata riservata un’attenzione speciale. Per chi va in cerca di funzioni inedite, magari non è la notizia più entusiasmante. Per chi invece convive con bug e rallentamenti, è una boccata d’aria fresca.
Liquid Glass, finalmente la rifinitura giusta
L’altro grande tema riguarda proprio Liquid Glass, il linguaggio visivo che ha diviso non poco gli utenti nell’ultimo anno. Su iPhone, iPad e gli altri dispositivi è stato accolto piuttosto bene. Sul Mac, invece, la storia è andata diversamente.
A quanto pare, macOS Tahoe non rappresentava la visione originale che Apple aveva in mente per Liquid Glass sul Mac. Per via dei tempi stretti, si era arrivati a un’implementazione non del tutto rifinita, una sorta di lavoro lasciato a metà. Con macOS 27, però, l’azienda avrebbe investito il tempo necessario per limare i difetti, ritoccando il design per migliorare la leggibilità. In pratica, meno trasparenze esagerate e una gestione più equilibrata delle ombre.