Chi sta pensando di acquistare un Mac mini o un Mac Studio con configurazioni potenziate dovrà armarsi di una pazienza notevole. Lo store online di Apple negli Stati Uniti mostra attualmente stime di consegna che arrivano fino a 4 o 5 mesi per molte configurazioni con quantitativi di RAM superiori a quelli base. Il motivo? Una carenza globale di chip di memoria che sta colpendo duramente l’intera filiera, alimentata dalla domanda esplosiva da parte delle aziende impegnate nella costruzione di server per l’intelligenza artificiale, infrastrutture che richiedono quantità enormi di RAM.
Per dare un’idea concreta della situazione: un Mac mini con chip M4 Pro e 64 GB di RAM, ordinato oggi dallo store statunitense di Apple, ha una stima di spedizione compresa tra 16 e 18 settimane. E non si parla solo delle configurazioni più costose. Persino il modello base da circa 649 euro, quello con chip M4 e 16 GB di RAM, presenta un ritardo di circa un mese rispetto ai tempi normali. Una cosa piuttosto insolita per un prodotto entry level che, in condizioni normali, sarebbe disponibile nel giro di pochi giorni.
Mac Studio ancora più penalizzato, addio all’opzione da 512 GB
La situazione per Mac Studio è, se possibile, ancora più critica. Una configurazione con chip M3 Ultra e 256 GB di RAM mostra tempi di spedizione stimati tra 4 e 5 mesi, con il ritiro in negozio che non risulta disponibile prima di settembre. Parliamo quindi di una macchina ordinata oggi che potrebbe non arrivare prima dell’autunno. E c’è un altro dettaglio che racconta bene quanto sia seria questa carenza: il mese scorso Apple ha completamente rimosso dallo store l’opzione da 512 GB di RAM per Mac Studio. Una scelta drastica, che lascia intendere quanto l’approvvigionamento di chip di memoria ad alta capacità sia diventato problematico.
La carenza di chip di memoria non riguarda solo Apple, naturalmente. L’intero settore tecnologico sta facendo i conti con una domanda che è cresciuta in modo vertiginoso, trainata soprattutto dal boom dell’intelligenza artificiale. I data center che alimentano i modelli di IA hanno bisogno di quantità enormi di RAM, e questo sta creando una competizione feroce per accaparrarsi le forniture disponibili. I produttori di computer tradizionali, anche quelli del calibro di Apple, si trovano a dover aspettare.
I prezzi della memoria non aiutano
C’è una nota che potrebbe sembrare positiva: i prezzi dei chip di memoria stanno iniziando a stabilizzarsi, con qualche leggero calo. Ma è una consolazione relativa. I costi restano ancora ben al di sopra delle medie storiche, il che significa che i tempi di consegna per le configurazioni più potenti di Mac mini e Mac Studio potrebbero non migliorare in modo significativo nel breve periodo. Per chi ha bisogno di una di queste macchine con RAM abbondante per lavori professionali, il consiglio implicito che emerge dalla situazione è abbastanza chiaro: meglio non aspettarsi miracoli nelle prossime settimane. Le stime attuali dello store Apple parlano da sole, e al momento non ci sono segnali che facciano pensare a un rientro rapido della situazione.