Lords of the Fallen 2 si prepara a stupire non solo per il gameplay, ma anche per un aspetto che spesso viene sottovalutato nei soulslike, la creazione del proprio personaggio. Il CEO di CI Games, Marek Tyminski, ha svelato alcune anticipazioni piuttosto importanti su quello che sarà il nuovo editor di personaggi del gioco, promettendo una libertà creativa che punta a ridefinire gli standard del genere.
Lords of the Fallen 2: la rivoluzione parte dall’editor
Chi ha seguito lo sviluppo di Lords of the Fallen 2 sa già che il gioco ruoterà attorno a un sistema di mondi paralleli, una meccanica narrativa e ludica decisamente ambiziosa. Ma a quanto pare, questa non sarà l’unica grande novità in arrivo. Tyminski ha voluto sottolineare come la compagnia polacca stia lavorando con particolare attenzione anche sull’esperienza di personalizzazione del protagonista, un elemento che nei soulslike tradizionali tende a essere funzionale ma raramente memorabile.
L’obiettivo è quello di offrire una libertà assoluta nella creazione del proprio alter ego, qualcosa che vada oltre i classici slider per naso, mento e colore degli occhi. CI Games sembra voler dare ai giocatori strumenti davvero profondi per costruire un personaggio unico, che rispecchi in tutto e per tutto la visione di chi impugna il controller.
Il fatto che sia lo stesso CEO a parlarne pubblicamente dà il peso della centralità che questo aspetto avrà nel progetto complessivo di Lords of the Fallen 2. Non si tratta di un dettaglio secondario relegato a qualche menù nascosto, ma di una componente che la software house considera parte integrante dell’esperienza. E in un mercato dove titoli come Elden Ring e Dragon’s Dogma 2 hanno alzato parecchio l’asticella anche sul fronte della personalizzazione estetica, la sfida è tutt’altro che banale.
CI Games alza la posta in gioco
Quello che emerge dalle parole di Marek Tyminski è la volontà di non limitarsi a un sequel che migliori semplicemente quanto visto nel primo capitolo. Lords of the Fallen 2 vuole essere un salto generazionale sotto diversi punti di vista, e l’editor di personaggi rientra perfettamente in questa strategia. La compagnia polacca ha evidentemente preso nota del feedback della community, che nel primo episodio aveva apprezzato l’atmosfera e il level design ma aveva chiesto maggiore profondità in alcune aree, personalizzazione inclusa.
Il messaggio è abbastanza chiaro. CI Games non vuole essere percepita come una realtà di seconda fascia nel panorama dei soulslike, ma come uno studio capace di competere ad armi pari con i nomi più blasonati. E puntare forte sull’editor di personaggi è una mossa intelligente, perché tocca un aspetto che crea legame emotivo immediato tra il giocatore e il mondo di gioco. Quando si spendono venti minuti a scolpire il volto del proprio guerriero, quell’avatar smette di essere un modello poligonale qualsiasi e diventa qualcosa di personale.