La vicenda legata a Lenovo G02 ha preso una piega decisamente interessante. Dopo giorni di discussioni e polemiche, è arrivata finalmente una risposta ufficiale da parte di Lenovo sulla questione delle ROM illegali trovate sulla sua nuova retro-console. E la posizione dell’azienda è piuttosto netta: quelle ROM non le ha caricate Lenovo.
Il punto centrale della questione è semplice da capire. Lenovo G02 è una console pensata per il retrogaming, un dispositivo che ha attirato parecchia attenzione anche fuori dalla Cina, soprattutto quando alcuni acquirenti hanno scoperto che le unità ricevute contenevano enormi quantità di emulatori e giochi già preinstallati. Roba che, ovviamente, solleva problemi legali non da poco. Ma l’azienda cinese ha voluto mettere i puntini sulle i con un comunicato che non lascia molto spazio a interpretazioni.
Lenovo G02 è un prodotto solo per la Cina: nessuna vendita globale autorizzata
Secondo quanto dichiarato ufficialmente, Lenovo G02 è un prodotto destinato esclusivamente al mercato cinese. L’azienda non ha autorizzato la rivendita a livello globale attraverso nessuna piattaforma, e questo include anche AliExpress. Significa, in pratica, che chiunque abbia acquistato la console al di fuori della Cina lo ha fatto tramite rivenditori che hanno agito in modo del tutto autonomo, senza alcun tipo di accordo o benedizione da parte di Lenovo.
Questo è un dettaglio importante. Perché sposta la responsabilità in modo chiaro: se qualcuno ha comprato Lenovo G02 su una piattaforma internazionale, Lenovo dice sostanzialmente che non è affar suo. I rivenditori che hanno messo a listino il prodotto fuori dai confini cinesi lo hanno fatto di propria iniziativa, e ogni conseguenza ricade sulle loro spalle.
Le ROM precaricate? Aggiunte da terze parti, dice Lenovo
Ma il nodo più spinoso resta quello del software. Le console arrivate nelle mani degli acquirenti internazionali erano piene zeppe di giochi già caricati, con emulatori pronti all’uso per titoli di piattaforme storiche. Una situazione che ha fatto drizzare le antenne a parecchi osservatori del settore, perché distribuire ROM di giochi protetti da copyright è illegale praticamente ovunque.
Anche su questo fronte, però, Lenovo ha preso le distanze in modo molto deciso. La versione di Lenovo G02 venduta in Cina, stando al comunicato, non include né schede di memoria né giochi precaricati. La console esce dalla fabbrica pulita, senza alcun contenuto di questo tipo. Qualsiasi software trovato sulle unità distribuite al di fuori dei canali autorizzati, sempre secondo l’azienda, è stato aggiunto da attori di terze parti che hanno operato senza il consenso e senza la conoscenza di Lenovo.
Tradotto in parole ancora più semplici: qualcuno lungo la catena di distribuzione non ufficiale ha preso le console, ci ha caricato sopra emulatori e ROM pirata, e le ha rivendute così come erano. Un’operazione che evidentemente rende il prodotto molto più appetibile per chi cerca una soluzione pronta all’uso per il retrogaming, ma che allo stesso tempo crea un grosso problema legale.