Chi ha provato ad accendere le luci di casa con Google Assistant negli ultimi giorni, sa di cosa stiamo parlando. No, non è colpa tua, né delle lampadine. È solo l’ennesima dimostrazione che l’ecosistema smart home di Google sta attraversando un momento… diciamo complicato.
Comandi ignorati e luci impazzite: che succede a Google Assistant?
Durante il weekend, molti utenti hanno iniziato a notare che Assistant faceva un po’ come gli pareva. Niente accensione, niente spegnimento, regolazioni totalmente ignorate o – peggio ancora – luci che si accendevano completamente a caso. Hai chiesto la luce in cucina? Si illumina la camera da letto. Roba da restare a fissare lo speaker con sguardo interrogativo, chiedendosi se hai parlato in una lingua aliena.
Il problema, a quanto pare, non è legato a un dispositivo specifico. Che tu stia parlando con lo smart speaker, usando lo smartphone o uno smart hub, la sostanza non cambia: Assistant non ne vuole sapere di collaborare. Sembra un malfunzionamento lato software, quindi una rogna che riguarda direttamente Google Assistant e non tanto i singoli device o la connessione.
La buona notizia? C’è, anche se non fa saltare di gioia: puoi ancora controllare tutto dall’app Google Home. Non sarà comodo come usare la voce, ma almeno non resti completamente al buio. Alcuni utenti hanno provato a rifare l’accoppiamento dei dispositivi o a ricreare i gruppi di luci e qualcosa si è sbloccato, ma non è detto che funzioni per tutti.
Google, dal canto suo, ha confermato l’esistenza del problema con un post su Reddit – niente comunicati ufficiali, solo un intervento del community manager. Nessuna data per una soluzione, nessun aggiornamento concreto, solo il classico “ci stiamo lavorando”.
Tutto questo capita, tra l’altro, in un periodo non proprio brillante per Google nel settore domotico. Gli utenti già da settimane lamentano rallentamenti, disservizi, risposte lente o inesistenti. E proprio ora, ironia della sorte, arrivano anche gli aumenti di prezzo. È difficile non sentirsi un po’ presi in giro.
Per ora, insomma, tocca pazientare. Sperando che l’autunno porti con sé, oltre alle foglie, anche un Assistant che risponde davvero.
