La Suzuki Jimny ha già la fama di fuoristrada piccolo ma capace di mettere in difficoltà mezzi ben più grossi e costosi, eppure c’era ancora spazio per spingere oltre le sue doti lontano dall’asfalto. A dimostrarlo arriva il Tough Concept, una versione speciale che porta l’altezza da terra fino a 36 cm. Un numero che, su un mezzo così compatto, fa una certa impressione.
Si tratta di un prototipo nato con una sola idea in testa, ovvero l’off road puro. Tutto è stato pensato per esaltare le capacità della piccola Suzuki quando finisce l’asfalto. Le prestazioni invece restano quelle che già conosciamo, perché sotto il cofano continua a lavorare il motore benzina aspirato da 1,5 litri da 102 CV.
Una Jimny che sembra un mini monster truck
L’aspetto è la prima cosa che salta agli occhi. Con tutte le modifiche pensate per il fuoristrada, la piccola Suzuki assume un look che ricorda quasi un mini monster truck, o magari un mezzo militare, complice anche quella verniciatura verde giungla opaca che la rende difficilissima da ignorare per strada.
Tra gli interventi più visibili ci sono il paraurti anteriore firmato dallo specialista ARB, i fari supplementari e le pedane laterali, scelti tanto per la funzionalità quanto per la presenza scenica. Al posteriore invece trovano posto un paraurti dedicato, una barra luminosa a LED e un supporto specifico per la ruota di scorta. Dettagli che caricano ancora di più il carattere estremo di questo Jimny Tough Concept.
Sospensioni e gomme da vero fuoristrada
Per affrontare i percorsi più ostici il prototipo monta pneumatici tassellati GT Radial Savero Komodo Extreme, studiati per offrire trazione anche dove il terreno diventa davvero difficile. All’aumento dell’altezza da terra ci pensano gli ammortizzatori Old Man Emu e le molle sviluppate da ARB, componenti che alzano il livello in fuoristrada del piccolo 4×4. Non mancano poi un verricello anteriore e un robusto gancio di recupero, di quelli che servono davvero quando la situazione si fa complicata.
Sotto il cofano, come detto, niente di nuovo. Il motore K15B da 1,5 litri eroga 102 CV e 130 Nm di coppia, abbinato al cambio manuale a cinque rapporti e alla classica trazione integrale inseribile con marce ridotte. Una soluzione che resta uno dei punti di forza della Jimny appena si lascia l’asfalto.
Un progetto pensato solo per il Giappone
Il doppio ponte rigido, lo sterzo a ricircolo di sfere e il controllo della velocità in discesa, uniti al telaio a longheroni e traverse, rendono questa Jimny un mezzo praticamente nato per le avventure lontano dalle strade asfaltate.
La carrozzeria a tre porte poi offre un angolo di dosso migliore rispetto alla cinque porte, un vantaggio niente male quando ci si trova davanti a ostacoli, salite e tratti sconnessi. Difficile immaginare un 4×4 più adatto a chi ama esplorare sentieri e percorsi off road durante l’estate.
Viene quasi voglia di chiedersi se valga la pena trasformare la propria Jimny in questo modo. Il rammarico per gli appassionati europei è che progetti come questo restano spesso esercizi di stile o roba destinata ad altri mercati. In Giappone invece la Jimny resta in listino a un prezzo di partenza che, al cambio attuale, supera di poco gli 11.500 euro.


