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Il primo smartphone pieghevole di Apple non ha convinto Carl Pei. Il CEO di Nothing, che molti ricordano ancora come l’ex guru di OnePlus, ha liquidato iPhone Duo come uno “spreco di soldi” e non ha usato troppi giri di parole per spiegare il perché. Le sue obiezioni si concentrano soprattutto su alcune rinunce hardware che, a suo avviso, sono difficili da giustificare su un telefono proposto a 2.369 euro.
Il punto di partenza è proprio quella cifra. Per Pei una spesa del genere porta con sé aspettative ben precise, e iPhone Duo non riesce a soddisfarle tutte. Il manager ha affidato la sua analisi a un video su Instagram pubblicato sul proprio account, dove passa in rassegna una per una le mancanze che considera più pesanti per un prodotto di questo livello.
Niente Face ID, al suo posto torna il Touch ID

La prima critica riguarda il Face ID, che su iPhone Duo semplicemente non c’è. Secondo il numero uno di Nothing un dispositivo che si piazza in questa fascia di prezzo dovrebbe offrire l’autenticazione biometrica basata sul riconoscimento del volto, senza eccezioni. Apple invece ha imboccato un’altra strada e ha puntato sul Touch ID, quindi sul sensore di impronte digitali.
Una scelta che con ogni probabilità nasce da esigenze di comodità costruttiva, visto che un telefono che si piega pone vincoli progettuali diversi rispetto a uno tradizionale. Il risultato però è la rinuncia al sistema TrueDepth, ovvero la tecnologia che da anni contraddistingue gli iPhone di fascia alta e che i clienti più affezionati al marchio sono ormai abituati a trovare sui modelli più costosi. Ed è proprio questo il passaggio che Pei fatica ad accettare, perché chi sceglie il pieghevole di Cupertino spende di più ma si ritrova con una soluzione differente da quella dei top di gamma della casa.
Fotocamere ridimensionate e il nodo del teleobiettivo
Il secondo capitolo dell’analisi è dedicato al comparto fotografico. iPhone Duo monta una fotocamera frontale da 12 MP, mentre iPhone 18 Pro ne offre una da 18 MP. Una differenza che salta all’occhio, soprattutto se si considera che il pieghevole costa di più. A questo si aggiunge l’assenza dello scanner LiDAR, altro elemento che sugli iPhone più avanzati è diventato una presenza abituale.
La mancanza che più di tutte irrita il CEO di Nothing è però un’altra. Il nuovo modello di Apple rinuncia infatti a un teleobiettivo dedicato, e per Pei si tratta della scelta più difficile da digerire su un prodotto tanto caro. Lo zoom ottico è da tempo uno dei tratti distintivi dei telefoni di punta e trovarlo assente su un dispositivo da quasi 2.400 euro, secondo il suo ragionamento, rende il pacchetto complessivo poco equilibrato rispetto a quanto viene chiesto di pagare.
Messe in fila, le rinunce elencate dal manager disegnano il quadro di un telefono che punta tutto sul formato pieghevole ma che sacrifica diverse caratteristiche considerate scontate nella gamma alta di Apple. Niente riconoscimento facciale, una selfie camera meno risoluta di quella di iPhone 18 Pro, nessun LiDAR e nessuno zoom ottico dedicato. Sono queste le ragioni che hanno spinto Carl Pei a parlare apertamente di soldi sprecati.
Fonte: TecnoAndroid








