Intel ha tolto il velo dal suo nuovo gioiello per i data center, i processori Clearwater Forest della famiglia Xeon 6+, che arrivano con la bellezza di 288 core e portano sul mercato un primato non da poco: sono i primi prodotti destinati ai server costruiti sul nodo produttivo 18A. Una mossa che il colosso di Santa Clara aspettava da tempo, e che ora prova a tradurre in numeri concreti contro la concorrenza diretta.
Cosa cambia con Clearwater Forest e i nuovi Xeon 6+
Il discorso parte da lontano, o meglio, dalla generazione precedente. Con Sierra Forest, Intel aveva già imboccato una strada precisa: chip pensati per spingere al massimo la densità di calcolo e il rapporto tra prestazioni e consumi. È stato anche il momento in cui l’azienda ha diviso la sua offerta Xeon in due binari distinti, le versioni con i P-Core orientate alla potenza pura e quelle con soli E-Core votate all’efficienza. Niente più una soluzione unica per tutti, insomma, ma due famiglie pensate per scenari diversi.
Clearwater Forest raccoglie quel testimone ed è la seconda generazione di processori basati esclusivamente sugli E-Core. Il salto generazionale qui non riguarda solo il numero di core, che pure fa la sua figura con quei 288 a disposizione, ma soprattutto la base tecnologica su cui poggia tutto il progetto. Il passaggio al nodo 18A rappresenta il vero punto di svolta, perché segna l’esordio di questa tecnologia produttiva nel segmento dei data center, un terreno dove ogni watt risparmiato e ogni punto percentuale di prestazione in più valgono oro.
Le promesse contro AMD e i numeri sul tavolo
Qui entra in gioco il confronto che fa più rumore. Intel sostiene che i nuovi Xeon 6+ mettano sul piatto un vantaggio del 30 per cento sulle prestazioni e addirittura del 50 per cento sull’efficienza rispetto al top di gamma di AMD, ovvero l’EPYC da 192 core. Cifre importanti, se confermate sul campo, perché toccano proprio i due parametri che contano di più per chi gestisce infrastrutture di calcolo su larga scala: quanto lavoro riesce a macinare un server e quanta energia consuma per farlo.
La densità di calcolo resta il filo conduttore di tutta l’operazione. Avere più core in uno spazio contenuto significa, per i grandi operatori di data center, poter concentrare più potenza nello stesso rack, riducendo al tempo stesso la bolletta energetica. È esattamente il tipo di vantaggio che gli E-Core sono stati progettati per offrire, e Clearwater Forest porta questa filosofia un gradino più in alto rispetto a quanto visto con Sierra Forest.