Iliad Giga Prime torna al centro delle cronache pubblicitarie, e questa volta lo fa per una contestazione mossa da TIM davanti al Giurì della Pubblicità. Il punto della discordia? Quel “per sempre” associato al prezzo mensile dell’offerta. Alla fine, però, il Giurì non ha riscontrato alcuna violazione, dando di fatto ragione a Iliad.
Tutto parte da una segnalazione presentata da TIM, che ha portato l’organo dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria a esaminare la comunicazione commerciale dell’offerta mobile. La decisione è arrivata con la pronuncia numero 10/2026 del 26 Maggio 2026, pubblicata sul sito IAP il giorno successivo, 27 Maggio 2026. Da notare che si tratta della seconda vicenda nel giro di poco tempo: lo stesso 26 Maggio, infatti, Iliad Italia era chiamata a difendersi anche in un’altra udienza, quella legata al caso Megan Gale e alla segnalazione arrivata da Fastweb più Vodafone. Anche lì, nessun provvedimento.
C’è poi un dettaglio che dà sapore alla faccenda. Nei mesi scorsi era stata proprio Iliad a segnalare uno spot televisivo di TIM, quello con Massimo Lopez sui primati ottenuti nei report Opensignal, ottenendo lo stop ad alcuni claim. Insomma, le parti si sono ritrovate a parti invertite.
Il claim “Per sempre” contestato da TIM su Giga Prime
Nel mirino c’era il messaggio “12,99 euro al mese per sempre”, riferito al costo dell’offerta mobile Iliad Giga Prime, lanciata dal 16 Aprile 2026. Una proposta che include minuti, SMS, 300 Giga in 5G e, in più, i primi 12 mesi gratis di Amazon Prime. I claim contestati sono stati diffusi in TV con uno spot dedicato realizzato con intelligenza artificiale, andato in onda nella seconda metà di Aprile 2026, oltre che sul sito e sui social.
Sulla base delle informazioni disponibili, l’ipotesi è abbastanza chiara. TIM probabilmente contestava il fatto che l’offerta venga pubblicizzata a 12,99 euro al mese “per sempre”, quando in realtà Amazon Prime è gratuito solo per i primi 12 mesi. Dal secondo anno, infatti, l’abbonamento si rinnova in automatico a 4,99 euro al mese, portando il costo complessivo a 17,98 euro mensili. Qui però c’è un nodo importante: chi attiva Giga Prime non ottiene in automatico l’abbonamento ad Amazon Prime. Va richiesto dall’Area Personale, e solo dai clienti che hanno impostato un metodo di pagamento automatico per i rinnovi dell’offerta mobile.
La decisione del Giurì sui messaggi pubblicitari
Dopo aver esaminato la segnalazione e ascoltato le parti, il Giurì della Pubblicità ha pronunciato una decisione netta: “Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che le comunicazioni commerciali esaminate non sono in contrasto con il Codice di Autodisciplina”.
Per adesso sul sito IAP è disponibile soltanto il dispositivo della decisione, mentre i dettagli completi della pronuncia dovrebbero arrivare nei prossimi giorni. Il messaggio resta comunque inequivocabile: le comunicazioni di Iliad per Giga Prime non violano il Codice di Autodisciplina, e le lamentele di TIM non sono state accolte.
Curioso però quello che è successo dopo. Nonostante la promozione sia stata giudicata legittima, lo spot realizzato con l’AI è stato rimosso sia dal canale YouTube che dai profili social dell’operatore. Sul sito, invece, il claim “12,99 euro al mese per sempre” continua a essere utilizzato per Giga Prime. E sembra che TIM, nel frattempo, abbia comunque ottenuto qualcosa: Iliad avrebbe ulteriormente chiarito il concept della promozione.