Il calcolo quantistico compie un passo concreto in Europa. Come? Con l’arrivo del chip Willow nel Regno Unito. Un progetto frutto di una collaborazione tra Google e il National Quantum Computing Centre. La scelta di Londra e dei centri di ricerca britannici non è casuale. Il Paese infatti è considerato uno dei centri più avanzati nel settore quantum, grazie a investimenti pubblici mirati e a una forte sinergia tra università, industria e istituzioni. L’obiettivo dell’iniziativa è aprire l’accesso al processore Willow a un numero selezionato di ricercatori. Così da consentire loro di sperimentare applicazioni che oggi risultano impraticabili con i computer tradizionali.
Willow è un processore quantistico superconduttivo sviluppato dal team GoogleQuantum AI e presentato ufficialmente alla fine del 2024. A differenza dei chip classici, che lavorano con bit binari, Willow utilizza qubit capaci di sfruttare fenomeni come sovrapposizione ed entanglement. Permette quindi di esplorare simultaneamente un numero enorme di stati. Tale approccio rende il chip particolarmente adatto a simulare sistemi complessi. Ne sono un esempio le molecole chimiche o i nuovi materiali, ambiti in cui la potenza dei supercomputer classici raggiunge rapidamente i propri limiti.
Il chip quantistico Willow tra riduzione degli errori e impatto industriale
Uno degli aspetti più rilevanti di Willow riguarda la gestione degli errori, i quali rappresentano uno dei principali ostacoli alla scalabilità del calcolo quantistico. Google sostiene di aver raggiunto un traguardo inseguito da decenni, ovvero la capacità di ridurre il tasso di errore all’aumentare del numero di qubit, invece di vederlo crescere.
Ma non è tutto. Il Regno Unito guarda a Willow anche come leva strategica per il futuro industriale. Secondo le autorità inglesi, l’accesso a piattaforme quantistiche avanzate potrà velocizzare la scoperta di nuovi farmaci, migliorare la progettazione di catalizzatori, ottimizzare batterie e materiali per l’energia pulita e aprire nuove strade nella ricerca scientifica. Il governo ha già stanziato centinaia di milioni di euro per sostenere la strategia quantistica nazionale, stimando un impatto economico di lungo periodo pari a diversi miliardi.
Insomma, in un contesto globale in cui anche aziende come IBM e Amazon stanno investendo nel quantum computing, l’arrivo di Willow rafforza il ruolo del Regno Unito come polo europeo di riferimento.