Ian McKellen a 87 anni ha regalato una delle interpretazioni più applaudite della sua carriera, e lo ha fatto in un film che quasi nessuno ha ancora visto. L’attore britannico, che nel corso degli anni ha collezionato candidature agli Oscar, agli Emmy e ai Golden Globe, torna sotto i riflettori grazie a un ruolo che la critica considera tra i suoi migliori in assoluto.
Chi conosce il cinema di grande richiamo lo ricorda soprattutto per i suoi personaggi diventati iconici. Il professor Teabing de Il Codice da Vinci, Magneto negli X-Men e ovviamente il mitico Gandalf de Il Signore degli Anelli. Ma la sua carriera va ben oltre le grandi saghe. C’è il Rasputin che interpretò in una miniserie del 1997, ruolo che gli valse un Golden Globe, e c’è la sua prova in Demoni e dei, che gli portò una nomination all’Oscar.
Un attore che non ha mai smesso di lavorare
McKellen fa parte di quel gruppo ristretto di attori britannici insigniti del titolo di cavaliere dalla regina Elisabetta II, come Sir Alec Guinness, Sir Anthony Hopkins e Sir Gary Oldman. Gente tagliata con lo stesso stampo, si potrebbe dire. Interpreti che si godono ogni aspetto del mestiere e che stanno bene ovunque, a teatro, in una serie tv, in un kolossal hollywoodiano o in un progetto più piccolo. Trovano piacere in qualunque lavoro, senza distinzioni di prestigio.
Ed è proprio in un progetto passato piuttosto in sordina che è arrivata l’ultima grande prova di Ian McKellen. Il film si intitola The Christophers, uscito negli Stati Uniti nell’aprile scorso dopo essere stato presentato al Festival di Toronto nel settembre del 2025. La pellicola, firmata da Steven Soderbergh, ha ricevuto ottime recensioni ma non ha ancora avuto una distribuzione davvero globale.
La trama e la genesi del progetto
The Christophers ruota attorno a un pittore eccentrico che negli anni Novanta realizzò due serie di dipinti intitolate proprio “The Christophers”, ispirate al suo compagno di allora. La terza parte resta incompiuta da anni e ora che la sua fama si è spenta l’artista non riesce a trovare il momento per dare l’ultima pennellata. I figli del pittore assumono una giovane artista fingendo che sia una semplice assistente, ma quello che vogliono davvero è che porti a termine i “Christophers” di nascosto, per poter vendere l’opera dopo la sua morte.
La sceneggiatura è stata scritta a quattro mani da Soderbergh e da Ed Solomon, autore di titoli come Charlie’s Angels, Bill e Ted e Now You See Me. Fedele al suo stile, il film è pieno di quell’humour nero che solo Soderbergh sa gestire con quella leggerezza.
Solomon ha raccontato come è nato tutto. “Stavamo bevendo cocktail e chiacchierando”, ricorda, “e ho chiesto a Steven: a cosa ti piacerebbe lavorare adesso? In pratica ha risposto: voglio fare un film su un artista anziano e uno più giovane che entra nella sua vita in modo un po’ fraudolento, e magari con i figli coinvolti, non lo so”. Poi la domanda successiva, chi avesse in mente per il ruolo. La risposta fu Michaela Coel per la falsaria, mentre per il pittore Soderbergh pensava già a McKellen. Detto, fatto, perché Coel ha finito per recitare accanto a lui.
Nonostante l’uscita limitata, con proiezioni solo a Los Angeles, New York, Irlanda e Regno Unito, la critica si è arresa davanti a questo film. La stampa specializzata lo definisce un’avventura molto astuta all’interno del cinema di Soderbergh, con un casting azzeccatissimo. In molti sono convinti che l’interpretazione di McKellen sia una delle migliori della sua carriera e che meriti direttamente un riconoscimento agli Oscar. In Italia, per il momento, non c’è ancora una data di uscita.