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I Simpson, la parodia di Scissione delude: cosa non va

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La parodia che I Simpson hanno dedicato a Scissione, la serie più celebrata del catalogo Apple TV, era attesa con una certa curiosità da chi segue entrambe le produzioni. Il risultato, però, lascia parecchio a desiderare. L’episodio in questione è il tredicesimo della stagione 37, l’ultima andata in onda finora, e porta un titolo che gioca sull’originale: Seperance. Bastano i primi secondi per capire dove si vuole andare a parare, con scenografie e atmosfere che ricalcano quelle della serie prodotta da Ben Stiller.

Che i Simpson vivano di parodie non è una novità, così come non lo è il fatto che Apple finisca spesso nel mirino degli autori. Qui però l’operazione sembra costruita più sul riconoscimento immediato dei riferimenti che su una vera idea comica. Venticinque minuti che passano senza lasciare granché.

Come funziona la parodia di Scissione firmata Simpson

L’episodio parte con un flashback. Dieci anni prima, Homer arriva alla centrale nucleare pieno di entusiasmo, deciso a non mollare mai il pulsante di emergenza che Burns gli ha affidato. Un decennio dopo quell’entusiasmo è evaporato del tutto, e proprio da quella caduta parte tutta la trama.

Nel presente Homer scopre di avere un talento inaspettato per la vendita. Riesce a piazzare qualsiasi cosa. A casa sua si presenta Duffman, ormai riconvertito a dipendente della misteriosa azienda EOD, che è la versione parodistica della Lumon di Scissione. Insieme cominciano a vendere di tutto, dai monocicli alle birre analcoliche. È proprio con queste ultime che Homer inizia a sentire il peso della coscienza, ed è a quel punto che entra in scena Consonance, chiaramente modellata su Harmony Cobel.

Consonance dirige la EOD e propone a Homer di sottoporsi alla procedura di “separanza”, un intervento chirurgico che divide la mente tra un individuo iperproduttivo sul posto di lavoro e uno stato quasi vegetativo una volta rientrato a casa. La trasposizione comica dei celebri “interni” ed “esterni” della serie originale.

I dettagli funzionano, il ritmo molto meno

Il parallelismo con la serie di Apple TV è dichiarato senza alcun pudore. Dai nomi dei personaggi fino all’enorme e stranissima sede aziendale, tutto rimanda in modo diretto agli ambienti visti in Scissione. Su questo fronte l’ingegno di sceneggiatori e animatori si vede eccome. I corridoi infiniti, lo sgabello delle scuse, le urla lontane, il discorso aziendale su “Enroy” che sostituisce il Kier della serie originale. Chiunque abbia visto anche solo la prima stagione di Severance coglie ogni singolo rimando.

Quando Marge si presenta alla sede per riprendersi un Homer ridotto ad automa domestico, Consonance le propone di sottoporsi anche lei alla procedura. Qui la parodia si allontana un po’ dal materiale di partenza, dove effettivamente esiste una coppia separata, ma che non convive e non lavora insieme.

Il problema è che al di là del confezionamento ricco di citazioni, l’episodio non regge né come normale puntata dei Simpson né come parodia vera e propria. Come episodio della serie risulta piatto, con un ritmo pigro che nemmeno la battuta finale riesce a risollevare. Il declino della serie di Matt Groening è noto da tempo, eppure le ultime due stagioni avevano mostrato una discreta tenuta. Non certo ai livelli delle annate ormai entrate nella storia della televisione, ma abbastanza da risultare godibili. Questo capitolo, invece, si colloca parecchio sotto.

Come parodia, poi, delude soprattutto chi conosce bene la serie originale. Si limita a riciclare e ingigantire le gag più prevedibili sui “dentri” e “fueri” e sul vuoto esistenziale della vita d’ufficio. Quel guizzo tipico che i Simpson hanno sempre saputo aggiungere alle loro imitazioni, stavolta, resta completamente sgonfio.

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