Vai al contenuto
Offerte

GTA 6, Sam Houser non è solo un supervisore: parla Rob Nelson

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Su Sam Houser, presidente e cofondatore di Rockstar Games, circolano da tempo voci piuttosto insistenti. Il dirigente parla pochissimo in pubblico e non si è mai sbilanciato sul proprio ruolo nello sviluppo di GTA 6, il titolo più atteso dell’intera produzione dello studio. Questo silenzio ha alimentato l’idea che si fosse fatto da parte, lasciando ad altri le decisioni creative quotidiane. A smentire tutto ci ha pensato Rob Nelson, co responsabile di Rockstar North e capo dello sviluppo, che ha descritto un quadro decisamente diverso da quello immaginato da molti appassionati.

Il punto di partenza delle speculazioni è facile da intuire. Houser è noto per la sua riservatezza quasi assoluta e, a differenza di altri nomi di peso dell’industria, non si concede interviste o apparizioni frequenti. Nel tempo si è quindi diffusa la convinzione che il suo contributo a GTA 6 fosse più marginale rispetto ai capitoli precedenti della serie, limitato a una supervisione generale dell’azienda e dell’atmosfera del progetto.

Altro che semplice supervisore del gusto

In una lunga intervista dedicata al nuovo capitolo, Nelson ha liquidato senza esitazioni l’ipotesi che Houser sia poco più di un “taste director”, una sorta di garante del gusto paragonabile al celebre produttore discografico Rick Rubin. Le sue parole sono state riportate in forma parafrasata dalla redazione, ma il senso è chiarissimo. Secondo il dirigente di Rockstar North, Houser ha partecipato alla concezione iniziale di GTA 6 e ne ha indirizzato la direzione complessiva. Non solo. Sarebbe legato in modo profondo a ogni aspetto della direzione creativa del gioco, ben lontano dall’immagine di un manager che osserva da lontano.

Nelson ha raccontato il rapporto di lavoro con una frase molto concreta: “Sam e io individuiamo problemi o criticità che poi risolviamo con i team e tra i vari team”. Un metodo che lascia intendere un coinvolgimento diretto e continuo, tutt’altro che simbolico.

Come funziona il lavoro tra Houser e Nelson su GTA 6

Il dirigente ha spiegato anche il meccanismo con cui questa collaborazione prende forma. Ogni volta che lo sviluppo di GTA 6 raggiunge una nuova tappa importante, Nelson trascorre un paio di settimane insieme a Houser. In quei giorni i due analizzano il lavoro svolto e preparano un elenco di osservazioni che spazia dai dettagli più minuti, come l’illuminazione e l’audio, fino a questioni ben più strutturali che riguardano le meccaniche di gioco, il tono e la narrazione.

Una volta completato, questo resoconto viene inviato ai gruppi di lavoro competenti. I team affrontano punto per punto la lista stilata dai due responsabili e, terminata questa fase, il ciclo ricomincia da capo con la tappa successiva. Un processo ripetuto con regolarità, che descrive bene quanto il presidente di Rockstar sia ancora dentro alla macchina produttiva.

Naturalmente nessuno può pensare che una sola persona riesca a controllare ogni singola minuzia di un progetto di queste dimensioni. La mappa del gioco, stando a quanto emerso, rivaleggia con quelle di GTA 4, GTA 5 e Red Dead Redemption 2 messe insieme. Si tratta di un mondo in cui, per usare le parole riportate, “si può andare ovunque, in qualsiasi luogo a caso, e tantissime persone hanno pensato a quel luogo”. Un livello di cura distribuito su centinaia di professionisti, impossibile da seguire nella sua interezza anche per chi siede al vertice.

Quello che emerge dal racconto di Nelson è comunque l’immagine di un Sam Houser tutt’altro che defilato. Il cofondatore continua a essere un riferimento creativo fondamentale per la saga di Grand Theft Auto, anche a oltre 30 anni dalla nascita della serie, e il suo contributo a GTA 6 tocca tanto la visione d’insieme quanto le scelte più tecniche che arrivano sul tavolo dei team di sviluppo.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
79 Condivisioni