I dati che arrivano dai punti vendita raccontano una storia parecchio diversa rispetto al successo globale. I preordini di GTA 6 stanno volando online, con stime iniziali che parlano addirittura di un miliardo di dollari incassati da Rockstar nelle prime 24 ore, ma il quadro cambia completamente quando si entra in un negozio fisico. Da GameStop e dalle altre catene la situazione è quasi imbarazzante, con numeri che non hanno nulla a che vedere con le aspettative della vigilia.
Il motivo è semplice e per certi versi quasi paradossale. Chi entra a prenotare il gioco si trova di fronte a una custodia vuota, perché dentro la confezione non c’è alcun disco ma soltanto un codice da riscattare. E spesso questo avviene a un prezzo più alto rispetto a quanto si pagherebbe comprando direttamente dagli store digitali. Il risultato è che molti acquirenti, davanti a questa scelta, preferiscono saltare il passaggio in negozio.
Cinque copie al giorno contro le 500 previste
Le testimonianze raccolte tra i dipendenti dei punti vendita parlano chiaro. In alcuni casi si racconta di appena cinque unità prenotate nell’arco di un’intera giornata, a fronte di una previsione iniziale che ipotizzava una media di almeno 500 copie quotidiane. Un divario enorme, che fa capire quanto le abitudini di acquisto si siano spostate. C’è poi un altro elemento che pesa sulla bilancia. Nei negozi è disponibile soltanto la versione standard di Grand Theft Auto VI, mentre buona parte degli appassionati punta alla Ultimate Edition, che costa circa 100 euro ed è reperibile solo su Xbox Store e PlayStation Store.
L’assenza del supporto fisico ormai è data per scontata nel mondo PC, dove il disco è praticamente sparito da anni. Sulle console, invece, rappresenta ancora una novità relativa, e proprio la popolarità enorme del franchise di Rockstar la sta facendo notare più del solito. Tanti giocatori continuano a considerare il disco una parte importante dell’esperienza di acquisto, soprattutto per un titolo che con ogni probabilità diventerà un pezzo da collezione. Avere in mano solo una scatola con un codice, in fondo, riduce parecchio le differenze rispetto a un acquisto diretto sugli store online delle console.
Il nodo del possesso reale contro le licenze digitali
Dietro a tutto questo c’è anche una riflessione che molti appassionati si portano dietro da tempo. Comprare un disco fisico significa possedere davvero il prodotto, mentre il mondo digitale funziona quasi sempre con licenze di utilizzo. Una formula comodissima, finché tutto fila liscio. Il problema arriva nel momento in cui salta un accordo tra le parti e ci si ritrova impossibilitati a usare contenuti regolarmente pagati con i propri soldi. Situazioni del genere, purtroppo, si sono già viste, e Sony ne sa qualcosa.