I Googlebook stanno per arrivare sul mercato, e a quanto pare non lo faranno in sordina. Secondo le ultime indiscrezioni, sarebbero almeno otto i modelli in fase di sviluppo, tutti attesi intorno all’autunno di quest’anno, con un occhio chiaramente puntato sulla stagione delle festività. Per chi non li conoscesse, parliamo di portatili pensati per mettere insieme il meglio di due mondi: Android e ChromeOS. E Google, stando a quanto trapela, vuole fare le cose in grande.
La mossa sembra tutto fuorché timida. Niente lancio di un singolo modello di prova per tastare il terreno, ma una vera offensiva su più fronti, sostenuta da una varietà di hardware piuttosto ampia. L’idea è coprire più fasce di prezzo e di prestazioni possibili, andando a sfidare frontalmente i MacBook Neo di Apple e i classici PC Windows. Per riuscirci, l’azienda ha scelto di affidarsi non a uno, ma a tre produttori di chip diversi.
Panther Lake, Snapdragon X Plus e Kompanio Ultra: i chip dietro agli otto modelli
Il cuore di questi dispositivi è una selezione di processori molto diversi tra loro, scelti apposta per accontentare ogni tipo di utente. A quanto pare, quattro modelli si appoggeranno alla piattaforma Intel, sfruttando i nuovi chip Panther Lake della serie Core Ultra 300. Internamente vengono indicati con il nome in codice “Fatcat” e rappresentano l’architettura di prossima generazione di Intel per i portatili. I quattro device in questione rispondono ai nomi in codice “Felino”, “Lapis”, “Moonstone” e “Ruby”. Sui produttori che li realizzeranno non si sa ancora nulla, ma le prime tracce sono già spuntate nei repository del Chromium Gerrit.
Poi c’è Qualcomm, che dovrebbe sfornare almeno tre dispositivi basati sullo Snapdragon X Plus. Attenzione però: non si tratterebbe del più recente Snapdragon X2, bensì della generazione precedente, una scelta che lascia intuire un posizionamento di prezzo più contenuto. Questi tre prodotti sono legati alla baseboard “Bluey” e portano i nomi in codice “Quenbi”, “Mica” e “Quartz”.
Infine entra in gioco anche MediaTek, con almeno un dispositivo dal nome in codice “Sapphire”. A muoverlo ci penserà il processore di punta Kompanio Ultra, già visto in passato sui Chromebook. E proprio questo modello potrebbe nascondere la sorpresa più interessante: un design convertibile con tastiera staccabile, capace di trasformarsi all’occorrenza in un tablet.
Un lancio coordinato pensato per le festività
La strategia che si intravede è quella di un debutto massiccio e ben orchestrato. Google non sembra intenzionata a presentarsi con due o tre modelli di riferimento, ma punta piuttosto a riempire il mercato di alternative diverse per guadagnare quote in fretta. L’obiettivo è chiaro: dare ai consumatori una scelta ampia in termini di prestazioni, prezzo e formato, ricalcando il modello che ha funzionato bene con i Chromebook, ma alzando l’asticella verso fasce più alte.