Google dovrà mettere mano al portafoglio, e non poco. Il Patent and Market Court di Stoccolma ha deciso che il colosso di Mountain View è tenuto a versare un risarcimento di circa 2 miliardi di dollari, ovvero poco meno di 1,8 miliardi di euro, a favore di PriceRunner, il servizio di comparazione prezzi che fa capo al gruppo Klarna. Una cifra enorme, che diventa ancora più significativa se si considera il contesto in cui matura questa sentenza.
Tutto ruota attorno a una vecchia questione che si trascina da anni. La Commissione europea, al termine di un’indagine partita a fine novembre del 2010, aveva sanzionato Google con una multa da 2,42 miliardi di euro. Il motivo? L’azienda aveva sfruttato la propria posizione dominante per mettere i bastoni tra le ruote ai servizi concorrenti di comparazione prezzi, favorendo il proprio Google Shopping. Sia il Tribunale che la Corte di Giustizia dell’Unione europea hanno poi dato ragione a Bruxelles, confermando sia l’abuso che l’entità della multa.
Una cifra record per la Svezia
Con la sentenza definitiva europea alle spalle, tutti i procedimenti che erano rimasti congelati nei vari paesi hanno ripreso il loro corso. E arriviamo così alla causa svedese. PriceRunner puntava molto in alto, chiedendo circa 80 miliardi di corone svedesi, che tradotto fa oltre 7,2 miliardi di euro. Il tribunale però ha ridimensionato parecchio la richiesta, fermandosi appunto sui 2 miliardi di dollari. Meno di quanto sperato dal gruppo Klarna, certo, ma resta comunque un risarcimento da primato per gli standard svedesi.
Klarna ha spiegato che questa somma serve a compensare le perdite di fatturato subite nel tempo. Il trattamento di favore che Google riservava al proprio servizio, penalizzando i rivali, avrebbe infatti danneggiato non solo i concorrenti ma anche i consumatori, costretti a costi più alti. Dal canto suo Google non ci sta e potrebbe presentare ricorso. Un portavoce ha fatto sapere che verranno valutate tutte le strade legali possibili, ricordando come le modifiche introdotte nel 2017 abbiano portato profitti a centinaia di servizi di comparazione prezzi in giro per l’Europa.
Le altre cause aperte contro il colosso
Il caso svedese, però, è solo uno dei tanti. Le richieste complessive di risarcimento che pendono sulla testa dell’azienda potrebbero superare i 12 miliardi di euro. Moltiply Group, la società dietro Trovaprezzi, ha avanzato una domanda da quasi 3 miliardi di euro. Un tribunale tedesco ha invece già stabilito un risarcimento da 465 milioni di euro a favore di Idealo. Numeri che, sommati tra loro, delineano un quadro decisamente pesante.
C’è poi un altro fronte da tenere d’occhio. Google Shopping rientra tra i cosiddetti Core Platform Service secondo il Digital Markets Act, la normativa europea pensata proprio per tenere a bada i grandi gruppi tecnologici. E questo significa che l’azienda di Mountain View potrebbe finire nel mirino anche per un’eventuale violazione di questa legge, con tutto ciò che ne consegue sul piano delle sanzioni.