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Genesis GV90, il SUV elettrico con le porte che stupiscono

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Con GV90 il marchio di lusso di Hyundai porta negli Stati Uniti il suo primo SUV elettrico full size a tre file di sedili, e lo fa con una serie di soluzioni che difficilmente passeranno inosservate. Genesis GV90 nasce come vetrina tecnologica e stilistica, un modello pensato per stare nella fascia alta del mercato e per farlo capire già dal modo in cui si aprono le portiere.

Perché il primo dettaglio che salta all’occhio, prima ancora delle proporzioni o della firma luminosa, è proprio quello. Le porte ad armadio, quelle che si aprono in modo contrapposto, sono la scelta più coraggiosa fatta su questa vettura. Anteriore e posteriore ruotano verso l’esterno e il montante centrale sparisce, lasciando un varco d’accesso enorme verso l’abitacolo. Una soluzione che di solito si vede su berline da collezione o su modelli di nicchia, non su un SUV elettrico a tre file destinato al mercato americano.

Neolun Arch Gate, il nome che Genesis ha scelto per le sue porte

L’azienda ha battezzato il sistema Neolun Arch Gate e lo descrive come la prima porta ad armadio al mondo con montante centrale nascosto capace di aprirsi e chiudersi in maniera indipendente. Tradotto in termini più semplici, il pilastro B non scompare davvero, resta integrato nella struttura ma si muove insieme alla portiera posteriore, senza vincolare l’apertura di quella anteriore. Un dettaglio tecnico che sembra un vezzo da vetrina e che invece cambia parecchio l’esperienza di salita a bordo, soprattutto per chi deve raggiungere la terza fila.

Il nome non è casuale. Neolun era la concept car che aveva anticipato questa direzione stilistica, e ritrovarne il richiamo su un modello di serie significa che Genesis ha deciso di non annacquare troppo l’idea originale nel passaggio dal salone alla produzione. Cosa che, nel settore auto, capita molto più raramente di quanto si pensi.

Un abitacolo pensato come una lounge

Dentro, la filosofia non cambia. Tra le chicche che il costruttore ha voluto mettere sul piatto c’è anche il pavimento riscaldato, un tocco che sposta il baricentro del comfort dalla classica poltrona ventilata a qualcosa di più vicino all’idea di ambiente domestico. È il tipo di dettaglio che non finisce nelle schede tecniche comparative, ma che si nota subito appena si sale a bordo in una giornata fredda.

Il posizionamento di GV90 è chiaro. Si tratta del modello di punta, quello che deve dare credibilità all’intero listino elettrico del marchio coreano e misurarsi con i grandi SUV di lusso già presenti sul mercato statunitense. La struttura a tre file lo rende un’auto da famiglia allargata, ma il linguaggio formale e le soluzioni scelte raccontano un’ambizione diversa, più vicina al concetto di berlina di rappresentanza montata su ruote alte.

Vale la pena sottolineare quanto sia insolito questo approccio. Nel segmento dei SUV elettrici di grandi dimensioni la tendenza degli ultimi anni è stata quella di puntare su autonomia, potenza di ricarica e software di bordo, lasciando il design in secondo piano. Qui invece la scelta è opposta, con l’architettura delle portiere che diventa il messaggio principale, il biglietto da visita che il costruttore usa per distinguersi.

Il marchio di lusso di Hyundai, del resto, si è costruito una reputazione proprio giocando sull’audacia formale, sulle linee tese e sulle doppie firme luminose diventate riconoscibili anche a distanza. Con Genesis GV90 quel percorso arriva al capitolo più ambizioso, quello in cui la forma non accompagna la funzione ma la ridefinisce, aprendo letteralmente un varco più largo verso l’abitacolo.

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