Con un solo prompt adesso è possibile ottenere una presentazione intera, già pronta e per giunta modificabile. È questa la novità che riguarda Gemini su Google Slides, l’assistente basato sull’intelligenza artificiale che fa un salto di qualità notevole. Fino a poco tempo fa il contributo dell’AI dentro alle presentazioni si limitava a piccole cose. Un titolo suggerito qui, un paragrafo abbozzato là. Adesso il discorso cambia parecchio, perché Gemini costruisce l’intera struttura da zero e lascia all’utente il compito di rifinirla.
Come funziona Gemini dentro Google Slides
Il meccanismo è più semplice di quanto si possa immaginare. Si scrive un prompt che descrive quello che serve, e a quel punto Gemini entra in azione. Prima di mettersi a generare qualsiasi cosa, può fare qualche domanda di approfondimento. Vuole capire chi è il pubblico, che tono usare, quali contenuti inserire. Una volta raccolte le informazioni mostra un’anteprima dell’outline, cioè la scaletta della presentazione, che l’utente può modificare prima ancora che le slide prendano forma.
Poi arriva il momento della generazione vera e propria. La presentazione viene creata per intero, con tutte le sue slide. E qui c’è il punto interessante, perché ogni singola slide resta modificabile. Testo, layout, design, tutto si può cambiare esattamente come in una normale presentazione di Google Slides. Non è un blocco rigido calato dall’alto, insomma, ma un punto di partenza su cui lavorare con calma.
I file come contesto e la disponibilità
C’è anche la possibilità di allegare materiale preso da Google Drive. Documenti, fogli di calcolo, altro ancora. Serve a dare a Gemini il contesto giusto per fare un lavoro più preciso. Chi ha già una presentazione con il branding aziendale, per esempio, può usarla come riferimento di stile e ottenere qualcosa di coerente con l’identità dell’azienda.
Non finisce qui, perché Gemini è in grado di suggerire da sé quali file, email e chat potrebbero tornare utili. È la stessa logica che sta dietro alla Personal Intelligence, quella funzione che dà all’assistente accesso ai dati personali dell’utente per restituire risultati migliori e più calzanti.
Sul fronte della disponibilità, il rollout è già cominciato e procederà in modo graduale. La funzione arriva per gli abbonamenti Business Standard, Business Plus, Enterprise Standard ed Enterprise Plus. È compresa anche su Google AI Pro, AI Ultra e negli add on Education ed Expanded Access. Per ora, va detto, è disponibile soltanto in lingua inglese.
Un ultimo dettaglio riguarda i limiti di utilizzo. Google ha deciso di alzarli in via temporanea per gli utenti Workspace che creano presentazioni con parecchie slide tramite Gemini. Questi nuovi limiti, più generosi del solito, resteranno attivi almeno fino al 1° agosto 2026.