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Il futuro Galaxy S27 Ultra potrebbe arrivare sul mercato con un cuore diverso da quello che Samsung aveva messo in conto. Durante i test interni sarebbe infatti emerso un problema tutt’altro che trascurabile legato allo Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6, il processore Qualcomm su cui il colosso coreano puntava per il suo prossimo top di gamma. Quando viene sottoposto a carichi di lavoro prolungati il chip tenderebbe a scaldare troppo, e questo si tradurrebbe in cali di prestazioni difficili da ignorare su un dispositivo che dovrebbe rappresentare il meglio della produzione Samsung.
Non si tratta quindi di un dettaglio da sistemare con calma. La faccenda è abbastanza seria da aver spinto la divisione smartphone di Samsung a segnalare formalmente le proprie preoccupazioni a Qualcomm, mettendo nero su bianco una richiesta precisa e una tempistica altrettanto chiara.
Il surriscaldamento dello Snapdragon e la scadenza di ottobre
Stando alle indiscrezioni provenienti dalla Corea del Sud, Samsung avrebbe fissato una scadenza entro ottobre per risolvere la questione. Solo dopo quella data l’azienda prenderà una decisione definitiva su quale processore montare all’interno di Galaxy S27 Ultra. Una specie di ultimatum, insomma, che lascia a Qualcomm un margine di manovra piuttosto ristretto per correggere il tiro.
Il nodo riguarda tre aspetti ben precisi: temperatura, stabilità e prestazioni. Sono elementi strettamente collegati tra loro. Un chip che scalda eccessivamente durante un uso intenso finisce per ridurre la propria potenza per non superare certe soglie termiche, e a quel punto la stabilità del sistema ne risente. Per uno smartphone di fascia altissima, pensato per chi non accetta compromessi, è proprio il genere di difetto che rischia di pesare parecchio sull’esperienza d’uso. Gaming, registrazione video e applicazioni particolarmente esigenti sono gli scenari in cui un comportamento del genere tende a farsi notare di più.
Per Qualcomm la posta in gioco è alta. Riuscire a mettere una pezza al problema significherebbe mantenere il proprio processore sul nuovo modello di punta Samsung, mentre un mancato intervento aprirebbe la porta a un’alternativa che il produttore coreano ha già pronta in casa.
Exynos 2700, il piano B costruito in casa
Se lo Snapdragon non dovesse superare l’esame, Samsung potrebbe infatti affidarsi all’Exynos 2700, un chip sviluppato internamente. Il progetto nasce dalla divisione System LSI, la stessa che si occupa della progettazione dei semiconduttori del gruppo, e rappresenterebbe una soluzione completamente interna sia sul fronte del design sia su quello della produzione.
Il nuovo processore dovrebbe essere realizzato con il processo a 2 nanometri di seconda generazione di Samsung Foundry, identificato dalla sigla SF2P. Si tratta di una tecnologia produttiva molto avanzata, e la scelta di puntare su questo nodo conferma quanto l’azienda creda nella possibilità di avere un’alternativa credibile e competitiva ai chip della concorrenza. Per Galaxy S27 Ultra, quindi, lo scenario resta aperto, con due strade possibili e una decisione legata a doppio filo ai risultati che Qualcomm riuscirà a ottenere nelle prossime settimane.
Nel frattempo chi cerca un top di gamma Samsung può guardare all’attuale Galaxy S26 Ultra, che online si trova a prezzi compresi tra 889 e 919 euro a seconda del rivenditore, con offerte che si attestano anche intorno ai 909 euro.
Fonte: TecnoAndroid


