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Un ingegnere sudcoreano esperto di semiconduttori ha deciso di schierarsi apertamente contro Elon Musk, accusandolo di aver sfruttato Samsung in più modi per far decollare il progetto Terafab. La sua presa di posizione arriva dopo un post diventato virale su X, in cui il patron di Tesla alludeva ai prezzi presuntamente “esorbitanti” applicati dal colosso coreano sulle memorie. Secondo l’ingegnere, una simile insinuazione suona quasi come una beffa, perché a suo dire proprio Terafab avrebbe sottratto “una marea” di talenti allo stabilimento Samsung di Taylor. E non è tutto, visto che Tesla avrebbe preteso condizioni pessime per la produzione del chip AI5.
Elon Musk accusato da un ingegnere: il post su Micron e la frecciata a Samsung
Tutto è cominciato quando Musk, nei giorni scorsi, ha speso parole di elogio per Micron, l’azienda americana specializzata in memorie. Nello stesso contesto l’imprenditore ha lasciato intendere che Samsung applicherebbe prezzi eccessivi sui propri prodotti di memoria. Una frase buttata lì, forse, ma che sui social ha avuto un’eco notevole e che in Corea del Sud non è passata inosservata.
A complicare il quadro c’è poi il tentativo di Musk di coinvolgere TSMC nell’ambizioso progetto Terafab. Il gigante taiwanese è il principale concorrente di Samsung nella produzione di chip per conto terzi e il solo fatto che il fondatore di Tesla stia cercando di portarlo a bordo ha contribuito ad alzare la temperatura. È in questo clima che l’ingegnere coreano ha preso la parola per difendere il gruppo di Seul, smontando punto per punto la narrazione di un’azienda avida e poco collaborativa.
Le accuse dell’ingegnere su talenti e chip AI5
Il cuore della critica riguarda soprattutto due aspetti. Il primo tocca le risorse umane. Stando a quanto sostiene l’ingegnere, Terafab avrebbe attinto in modo massiccio al personale dello stabilimento di Taylor, portando via a Samsung un gran numero di professionisti qualificati. In un settore come quello dei semiconduttori, dove le competenze specialistiche sono rare e preziose, perdere figure esperte significa rallentare progetti e investimenti. Per questo, nella lettura dell’ingegnere, risulta difficile accettare che proprio chi avrebbe beneficiato di quel travaso di talenti punti poi il dito contro Samsung.
Il secondo aspetto riguarda invece il rapporto commerciale legato al chip AI5 di Tesla. Secondo la versione dell’ingegnere, la casa automobilistica avrebbe chiesto a Samsung condizioni decisamente sfavorevoli per la realizzazione del processore, termini che lui stesso ha descritto senza troppi giri di parole come pessimi. Il messaggio è piuttosto chiaro. Da una parte ci sarebbe un partner che ha messo sul tavolo accordi poco vantaggiosi per l’azienda coreana, dall’altra lo stesso partner che sui social accusa Samsung di praticare prezzi da strozzinaggio.
La vicenda mette in luce le tensioni che attraversano il mondo dei semiconduttori, dove alleanze e rivalità si intrecciano di continuo. Musk ha bisogno di enormi capacità produttive per sostenere i piani legati all’intelligenza artificiale e ai suoi progetti industriali, e Terafab rappresenta proprio la risposta a questa esigenza. Ma per arrivarci servono fornitori, tecnologia e soprattutto persone. Ed è esattamente su questo terreno che lo scontro con Samsung si è acceso.
L’ingegnere sudcoreano ha quindi scelto di difendere pubblicamente il colosso di Seul, sostenendo che Samsung avrebbe subito un trattamento ingiusto da parte di Musk e delle sue società. Le sue dichiarazioni, rilanciate rapidamente online, accusano Terafab di aver drenato competenze dalla fabbrica di Taylor e Tesla di aver imposto termini poco equi per il chip AI5, proprio mentre Musk elogiava Micron e cercava di avvicinare TSMC al suo progetto.
Fonte: TecnoAndroid


