I Galaxy Glasses di Samsung iniziano a mostrare come funzioneranno davvero, e la cosa più interessante non è tanto il design quanto il modo in cui questi occhiali si incastreranno con tutto il resto dell’ecosistema Galaxy. Un paio di indiscrezioni recenti hanno svelato sia l’app companion sia i comandi touch, dando finalmente un’idea concreta di cosa aspettarsi da questo dispositivo indossabile atteso più avanti nel corso dell’anno.
L’app che tiene tutto insieme
Il cuore della gestione sarà un’applicazione chiamata Galaxy Glasses Manager. Durante la configurazione guida l’utente passo dopo passo, chiedendo i permessi necessari e mettendo gli occhiali in modalità di associazione prima di collegarli allo smartphone. Nelle schermate di avvio compare anche il modello brandizzato Warby Parker, una delle due collaborazioni sul fronte occhiali che Samsung ha annunciato insieme a quella con Gentle Monster.
Una volta effettuato l’abbinamento, l’app diventa la centrale di controllo. Da lì sarà possibile installare gli aggiornamenti firmware, modificare le impostazioni e attivare o disattivare le varie funzioni. La pagina principale mostra anche lo stato della batteria e un’opzione per inviare in automatico foto e video scattati con gli occhiali direttamente sul telefono Galaxy. Il software lascia intravedere anche diverse funzioni native, tra cui i controlli della fotocamera, gli assistenti basati su intelligenza artificiale, la lettura delle notifiche, opzioni di accessibilità e uno strumento Trova i miei occhiali per ritrovare la montatura smarrita. Non tutti i menù sono stati esplorati, quindi sotto la superficie potrebbe esserci ancora altro.
Un dettaglio importante riguarda la piattaforma software. I Galaxy Glasses gireranno su One UI XR, l’interfaccia di Samsung basata su Android XR di Google, la stessa che troveremo sul visore XR in arrivo dalla stessa azienda.
Comandi touch, gesti e integrazione con Watch e Ring
Sul fronte dei comandi, Samsung sembra puntare su un mix di pulsanti fisici e gesti tattili invece di affidarsi solo alla voce. Un pannello sensibile al tocco dovrebbe trovarsi nell’asta destra. Uno swipe in avanti con un dito passa al brano successivo, all’indietro torna al precedente, due dita regolano il volume e un tap mette in pausa o riprende la riproduzione. Lo stesso tocco serve anche a rispondere alle chiamate in arrivo.
Vicino alla cerniera ci sarà poi un pulsante dedicato alla fotocamera. Una pressione singola scatta una foto, tenendolo premuto parte la registrazione video e premendo di nuovo si interrompe. Si parla anche di due indicatori LED per rendere più evidente quando si sta registrando, uno rivolto verso l’esterno per avvisare chi sta intorno e uno rivolto verso chi indossa gli occhiali, come promemoria personale.
Anche la gestione dei contenuti catturati promette bene. I nuovi scatti e i video potrebbero comparire nella Now Bar sui telefoni Galaxy compatibili, così da poterli vedere in anteprima o correggere l’inquadratura al volo. Un Galaxy Watch collegato potrebbe mostrare anteprime simili. Ma la scoperta forse più curiosa è quanto Samsung voglia legare questi occhiali agli altri dispositivi indossabili.
Nel codice dell’app companion ci sono riferimenti a un’app a sé stante, un Galaxy Glasses Controller che potrebbe arrivare preinstallato sui Galaxy Watch. Altre stringhe rimandano ad azioni gestuali collegate al Galaxy Ring, il che suggerisce la possibilità di controllare alcune funzioni degli occhiali con gesti delle dita rilevati dall’anello. Su come funzionerebbero questi gesti Samsung non ha detto nulla, ma quei riferimenti fanno capire che l’azienda sta lavorando sul serio a un controllo più stretto tra un dispositivo e l’altro.
Il senso di tutto questo è chiaro. Gli occhiali smart non diventeranno di uso comune solo perché sono intelligenti, devono incastrarsi in modo naturale con quello che le persone già usano ogni giorno. Poterli comandare da un Galaxy Watch o persino da un Galaxy Ring ha molto più senso che mettersi a dettare comandi vocali in pubblico. La sfida per Samsung sarà far funzionare tutto senza intoppi, evitando che sia solo l’ennesimo vantaggio riservato a chi ha già scelto hardware Galaxy per ogni cosa.