Il furto d’identità digitale ormai non è un problema che capita a pochi. I ritmi con cui il fenomeno sta crescendo infatti sono alquanto preoccupanti, con un aumento del 34% registrato dal 2022. Le autorità e i provider di servizi digitali stanno cercando di correre ai ripari, indicando procedure rapide per chi si trova nella spiacevole situazione di dover recuperare i propri dati dopo un attacco. E i numeri, purtroppo, raccontano una storia che riguarda potenzialmente chiunque.
Furto d’identità digitale: un problema che cresce ogni giorno
Milioni di persone, ogni singolo giorno, utilizzano i sistemi d’identità digitale per accedere ai servizi della pubblica amministrazione. È diventato un gesto quotidiano, quasi automatico: entrare nel portale dell’INPS, consultare un referto medico, scaricare un certificato. Tutto passa ormai attraverso credenziali digitali che rappresentano, a tutti gli effetti, la nostra identità nel mondo online. Ed è proprio questa crescita massiccia nell’utilizzo ad aver attirato l’attenzione dei criminali informatici.
Il furto d’identità digitale è infatti uno dei reati in più rapida espansione in tutta Europa. Non si tratta più di episodi isolati o di truffe artigianali, ma di un fenomeno strutturale che colpisce trasversalmente. L’incremento del 34% rispetto al 2022 dà la misura di quanto la situazione si sia aggravata in pochi anni. Quando qualcuno riesce a impossessarsi delle credenziali digitali di un’altra persona, le conseguenze possono essere devastanti: accesso a conti bancari, sottoscrizione di contratti fraudolenti, richiesta di prestiti a nome della vittima. Il danno non è solo economico, ma anche burocratico e psicologico.
Come proteggersi e come recuperare i propri dati
Di fronte a questo scenario, sia le autorità competenti sia i provider di servizi digitali hanno iniziato a delineare percorsi più chiari per chi subisce un furto d’identità digitale. Le procedure di recupero esistono e vengono costantemente aggiornate, ma la velocità di reazione resta un fattore cruciale. Più tempo passa tra il momento del furto e la segnalazione, più aumentano i rischi di danni irreversibili.
La prima cosa da fare, nel caso si sospetti una compromissione, è bloccare immediatamente le credenziali coinvolte e segnalare l’accaduto al proprio provider di identità digitale. Parallelamente, è fondamentale sporgere denuncia presso le forze dell’ordine, perché il furto d’identità digitale è a tutti gli effetti un reato perseguibile. Le autorità italiane hanno potenziato i canali dedicati proprio per gestire questo tipo di segnalazioni in modo più rapido ed efficace.
Sul fronte della prevenzione, alcune accortezze possono fare la differenza. Utilizzare password complesse e diverse per ogni servizio, attivare l’autenticazione a due fattori ovunque sia possibile, non condividere mai le proprie credenziali con nessuno, nemmeno tramite messaggi apparentemente legittimi.