Capire se frutta e verdura surgelate valgono quanto quelle fresche è un dubbio che ronza nelle cucine di mezzo mondo, e finalmente arriva una risposta chiara. A metterci ordine ci ha pensato Margaret Murray, docente senior di nutrizione alla Swinburne University of Technology, che ha affrontato la questione una volta per tutte. La conclusione, anticipata subito, è rassicurante. Quei prodotti che spesso scegliamo per pura comodità non sono affatto la scelta di seconda fascia che molti immaginano.
Gli esperti consigliano di mangiare almeno due porzioni di frutta e cinque di verdura al giorno, e qui dentro ci stanno benissimo anche le versioni surgelate o in scatola. Il vantaggio salta all’occhio. La durata di conservazione è molto più lunga, gli sprechi calano parecchio e questi alimenti restano disponibili tutto l’anno, senza dover inseguire la stagionalità.
Cosa dice la scienza sul valore nutrizionale
Veniamo al punto che interessa davvero. Murray ha spiegato che frutta e verdura conservate “generalmente mantengono il loro valore nutrizionale originale, a volte anche meglio dei prodotti freschi”. Parole nette, che spazzano via parecchi pregiudizi. Nel suo articolo ha aggiunto un dettaglio interessante. Il valore nutrizionale della maggior parte dei prodotti surgelati e in scatola è equivalente a quello della frutta e verdura fresca tenuta in frigorifero per una settimana.
Ci sono poi casi in cui il prodotto trattato batte addirittura quello fresco. Le albicocche sono l’esempio perfetto. Quelle congelate hanno un contenuto di vitamina C molto più alto rispetto alle fresche, e il motivo è curioso. La vitamina C viene impiegata per contribuire alla conservazione del frutto, quindi si concentra dove meno te lo aspetti.
A cosa fare attenzione quando si compra
Detto questo, non è tutto perfetto. Sul fronte del surgelato c’è da tenere d’occhio un rischio. Il prodotto potrebbe essere contaminato dal batterio Listeria monocytogenes, capace di provocare intossicazioni alimentari. La soluzione però è semplice. Cuocere frutta e verdura prima di consumarle riduce il pericolo, come ha precisato Murray.
L’inscatolamento funziona invece con la sterilizzazione ad alte temperature, così gli alimenti restano sicuri a temperatura ambiente per lungo tempo. Il rovescio della medaglia è che quel calore intenso degrada alcuni nutrienti, in particolare le vitamine idrosolubili come la vitamina C. La buona notizia è che le tecnologie più recenti permettono di lavorare più in fretta e a temperature più basse, con perdite ridotte.
C’è un altro aspetto da non sottovalutare per le verdure in scatola. Spesso contengono parecchio sale. Murray consiglia di puntare sui prodotti senza sale aggiunto, oppure di leggere la tabella nutrizionale per scovare le opzioni con meno sodio. Un trucco pratico arriva direttamente dalla nutrizionista. Scolare e sciacquare le verdure in scatola prima di mangiarle aiuta a togliere parte del sale.
Discorso simile per i fagioli al forno in salsa, dove possono nascondersi zuccheri e sale aggiunti. Chi li mangia spesso farebbe bene a scegliere la versione a ridotto contenuto di sale. E per limitare lo zucchero conviene optare per la frutta sciroppata conservata nel suo succo invece che nello sciroppo. Su alcune confezioni si trova anche la scritta “senza zuccheri aggiunti”, un piccolo segnale da cercare prima di mettere il prodotto nel carrello.