Fable non sarà la passeggiata che la demo di gameplay sembrava promettere, e a chiarirlo è stato direttamente Playground Games dopo la valanga di dubbi sollevati dai giocatori. Il video da trenta minuti mostrato di recente aveva acceso più di una curiosità sul ritorno della saga, ma allo stesso tempo ha fatto storcere il naso a chi temeva un titolo troppo morbido, quasi senza mordente. Lo studio ha quindi messo le cose in chiaro, e il quadro che ne esce è parecchio diverso da quello che il filmato lasciava immaginare. Il gioco, ricordiamo, arriverà a febbraio 2027 su PC, PS5 e Xbox Series X|S. Tempo ce n’è, insomma, ma intanto le aspettative iniziano a prendere forma.
Cosa hanno chiarito gli autori di Fable
Il punto su cui Playground Games ha voluto insistere riguarda proprio il livello di sfida. La demo, hanno spiegato, è stata giocata in modalità Storia, ovvero quella pensata per chi vuole godersi Albion nel modo più rilassato possibile. Le guardie, in quella versione, erano poco aggressive e fin troppo accomodanti. Nel gioco vero e proprio le cose cambieranno, con nemici descritti come più reattivi e decisamente meno gentili.
Ci saranno ovviamente i livelli di difficoltà selezionabili, per chi cerca pane per i propri denti. Salendo di intensità, le guardie ricorderanno il proprio addestramento e diventeranno avversari ben più ostici. La scelta di mostrare la presentazione al grado più basso ha una logica precisa, visto che serviva a far risaltare la spettacolarità dei combattimenti e a tenere alto il ritmo, evitando scontri troppo lunghi davanti al pubblico.
C’è poi un dettaglio che vale la pena sottolineare. Le voci dei mille personaggi presenti in Fable non sono affidate all’intelligenza artificiale generativa, ma a veri attori in carne e ossa. Un particolare non da poco, considerando il periodo e le polemiche che girano attorno a queste tecnologie nel mondo dei videogiochi.
Economia e tempistiche del gioco
Anche il rapporto con il denaro sarà diverso da quanto visto nel video. Nella demo i fabbri pagavano cifre talmente generose che un pomeriggio di lavoro bastava per comprarsi una casa. Roba da sogno, ma puramente dimostrativa. Lo scopo era mostrare in fretta come funziona quella meccanica, mentre nella versione finale accumulare somme importanti richiederà ben più pazienza e fatica.
Resta sullo sfondo la questione del rinvio. Lo spostamento dell’uscita ha lasciato l’amaro in bocca al team, che però riconosce un lato positivo nella scelta. Evitare la sovrapposizione con GTA 6, colosso capace di calamitare l’attenzione di mezzo mondo, viene considerato un vantaggio concreto. Trovarsi sullo stesso terreno di un titolo del genere non avrebbe certo aiutato.