EZVIZ Green è il nome della nuova iniziativa con cui l’azienda specializzata in tecnologie e servizi per la casa intende mettere insieme clienti e partner attorno a un obiettivo preciso: prendersi cura del pianeta. Il claim scelto dice già parecchio, “Pulire. Conservare. Coesistere.”, e il progetto nasce dalla collaborazione con due realtà ormai note nel campo della sostenibilità ambientale, ovvero Treedom e Plastic Bank. Il momento non è casuale, visto che tutto ruota attorno alla Giornata Mondiale dell’Ambiente e degli Oceani.
L’idea di fondo è semplice ma ambiziosa. Per una settimana l’azienda organizza attività di sensibilizzazione, coinvolgendo chi compra i suoi prodotti e chi lavora insieme a lei in azioni concrete. Non chiacchiere, ma cose che si possono misurare: piantare alberi, recuperare plastica, dare una mano alle comunità che vivono in territori fragili. Il filo conduttore resta quello di una coesistenza sostenibile tra esseri umani e natura, rispondendo anche all’appello lanciato dalle Nazioni Unite per ristabilire un equilibrio che da tempo scricchiola. Da partecipante al Global Compact delle Nazioni Unite, EZVIZ dichiara di voler contribuire agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.
Alberi e agricoltori, il progetto con Treedom
La parte che riguarda Treedom è forse la più visibile. Qui si parla di piantumazione di alberi in 11 paesi, con un approccio che mette insieme agricoltura e silvicoltura, sostenendo direttamente gli agricoltori del posto. I numeri danno la misura delle intenzioni: si punta a una riduzione delle emissioni di CO2 di oltre 738,2 tonnellate nell’arco dei prossimi dieci anni, e alla messa a dimora di più di 6.000 alberi entro il 2027.
Non è solo una questione di anidride carbonica, però. Piantare alberi in quei contesti significa anche lavorare sulla sicurezza alimentare e sullo sviluppo economico delle aree coinvolte. La copertura forestale dovrebbe ampliarsi soprattutto nel Sud-est asiatico, in Sud America e in Africa, con un occhio di riguardo per territori considerati strategici come l’Ecuador. Insomma, la logica è quella di legare la tutela ambientale a un beneficio tangibile per chi vive su quei terreni.
Plastica recuperata dagli oceani con Plastic Bank
Il secondo fronte è quello degli oceani, affrontato grazie alla partnership con Plastic Bank. Qui l’obiettivo dichiarato è ridurre l’inquinamento da plastica coinvolgendo 29 comunità di raccoglitori. I risultati raggiunti finora parlano di un riciclo pari all’equivalente di un milione di bottiglie, che si traduce in 20.000 kg di plastica tenuti lontani dalle acque.
Per quest’anno l’attenzione si sposta in particolare sul Sud-est asiatico, dove il riciclo della plastica diventa uno strumento doppio: salvaguardare la biodiversità marina da un lato, garantire una certa stabilità economica alle comunità locali dall’altro. Il modello, anche in questo caso, prova a tenere insieme due esigenze che spesso vengono percepite come opposte, quella ambientale e quella sociale.
A spiegare il senso di questa fase ci ha pensato Joanne Cao, Segretario del Consiglio di Amministrazione di EZVIZ e Direttore del Comitato ESG. “In questa nuova fase di EZVIZ Green puntiamo a raggiungere la vitalità ecologica, a beneficio sia delle persone che delle altre forme di vita”, ha dichiarato. Un’affermazione che riassume bene lo spirito di un’operazione costruita su collaborazioni di lungo periodo più che su gesti isolati.