Gli smart glasses stanno per avere una casa italiana, e non è un dettaglio da poco. EssilorLuxottica, il gigante franco italiano degli occhiali, ha deciso di produrre i suoi occhiali intelligenti ad Agordo, in provincia di Belluno, con le prime linee pronte a partire entro l’inizio del 2027. Niente nuove funzioni di intelligenza artificiale da sbandierare, nessun modello inedito di Ray-Ban Meta appena svelato: stavolta a fare notizia è una scelta industriale che tocca da vicino il territorio veneto.
E non si tratta di un proclama buttato lì per fare bella figura. L’intesa è stata costruita passo dopo passo, prima con un contratto integrativo aziendale e poi con un accordo programmatico firmato lo scorso settembre, che ha coinvolto anche le organizzazioni sindacali. Sul tavolo ci sono investimenti veri: impianti, macchinari e formazione del personale, tutto pensato per dare gambe al progetto.
Perché proprio Agordo
La domanda, dal lato più tecnologico della faccenda, è praticamente inevitabile: come mai l’Italia? La risposta non ha niente di nostalgico. Lo stabilimento di Agordo è già un polo produttivo solido, ben rodato, e il gruppo vuole trasformarlo in un centro di innovazione dedicato ai dispositivi indossabili. Produrre occhiali smart, del resto, non è come assemblare montature classiche. Servono processi nuovi, una vera integrazione tra ottica ed elettronica, e una filiera abbastanza agile da reggere cicli di sviluppo veloci, dove i tempi contano tanto quanto la precisione.
Francesco Milleri, presidente e amministratore delegato di EssilorLuxottica, ha parlato di “una scelta strategica e industriale di grande valore per il gruppo e per il territorio”, precisando che “questa scommessa si può vincere solo attraverso una forte sinergia tra tutte le parti coinvolte”. Parole che pesano, perché sembrano più un impegno preso davanti a tutti che la solita frase istituzionale di rito.
Una scommessa sul mercato wearable
Il segmento degli occhiali smart è uno dei pochi nel mondo dei wearable a crescere ancora a ritmo sostenuto. Nomi grossi come Google, Meta e adesso anche Samsung ci stanno mettendo dentro cifre importanti, segno che la partita è aperta e nessuno vuole restare indietro. E qui sta il punto davvero interessante: EssilorLuxottica, che già produce i Ray-Ban Meta, ha scelto di radicare la produzione in Italia invece di portarla in Asia. Una decisione che, francamente, va ben oltre il semplice comunicato aziendale.
C’è poi la questione tempi, e non è banale. Il 2027 sarà davvero la finestra giusta? Il comparto degli smart glasses cerca ancora il suo prodotto di massa, quello capace di sfondare presso il grande pubblico. Allestire una linea produttiva dedicata prima che la domanda decolli sul serio è una mossa industriale tutt’altro che scontata, con tutti i rischi e le opportunità del caso. Il gruppo, comunque, sembra aver già messo in conto la sfida e ha deciso di giocarsela in casa.